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E’ cominciato oggi a Courmayeur (Valle d’Aosta) il prestigioso “Noir Film Festival”, rassegna cinematografica di livello internazionale che durerà fino al 13 dicembre. Alessio il Sognatore fa parte della giuria di “giovani critici” e redigerà in esclusiva per il blog il Diario in Noir. 7 dicembre, giorno 1, questa volta lo devo ammettere: sono in difficoltà. Si è conclusa da poco la prima giornata del Festival e, nonostante il bilancio di queste prime ore trascorse a Courmayeur, so che mi addormenterò con un poco di amaro in bocca. Sia chiaro, la manifestazione ha tutti i numeri per entrare di diritto nell’albo dei grandi Festival di genere. Quindici i lungometraggi in concorso, cinque le opere della neonata competizione dedicata ai documentari, e in più retrospettive e incontri con personaggi più o meno prestigiosi. Grande attesa per l’arrivo, previsto per domani, della sceneggiatrice Diablo Cody, premio Oscar per Juno. La giuria è composta dallo scrittore e musicista James Sallis - presidente di giuria - dal cantautore Samuele Bersani, dalle attrici Melanie Linksev e Donatella Finocchiaro, ed infine da Jorge Guerricaechevarria, sceneggiatore ed autore cinematografico. In più la cornice è splendida, una leggera nevicata ha velato il paesaggio di una sottile coltre bianca. Eppure tutto ciò non basta. I conti non tornano. La grande stagione del genere è ormai tramontata da un pezzo ed il pacchetto di opere presentato ha più che altro l’aspetto di una thriller/suspence/violence “jam”. Il che rende ancora più complicato il compito di noi “giovani critici” a cui è chiesto di sancire il vincitore della sezione “Doc noir”.L’offerta è ricca e la location splendida, ideale per la clientela medio borghese che da sempre frequenta questa località. Come d’altra parte borghese è il trattamento a noi riservato. Si stima una spesa pro capite per l’intero periodo, compreso di vitto e alloggio, di circa 600 euro, se non superiore. Trovo curioso questo fatto poiché non esiste sul territorio valdostano il benché minimo progetto sociale teso ad integrare nel contesto lavorativo i giovani con formazione universitaria specifica in ambito cinema e/o fotografia. Eppure si spende così tanto per un evento di questo tipo. Chiedi di poter lavorare? Non è possibile. Chiedi un’occasione? Non è possibile. L’offerta è lo stage, che per qualcuno è un master (?) e per qualcun altro è un tirocinio. E poi un altro. E poi un altro ancora. Prendere o lasciare. Non esiste ricambio generazionale, a detta di qualcuno. Noi siamo sempre qua eppure non esistiamo. Almeno fino a quando non facciamo comodo. Sputo nel piatto dove mangio? Sì. Ma almeno è quello meno caro della lista. E allora mi sa che andrò a dormirci un po’ su. L’ultimo che esce spenga la luce. L’ultimo che esce paghi anche il conto. A domani. Sez. Doc.: -Main basse sur l’Europe, di Agnès Gattengo. Italia/Spagna/Germania/Olanda, 2008. 58’. ‘Ndrangheta: da Duisburg a San Luca. Cinema d’inchiesta, “alla Report” per capirci. Pochi gli spunti linguistici rilevanti. Grande la rabbia che nasce dai contenuti. Un film di stranieri per un pubblico straniero. -Welcome to Tijuana, di Yorgos Avgeropoulos. Grecia, 2009. 62’. Messico: i cartelli della droga dominano la vita quotidiana degli affiliati e non. Vago sapore del videoclip a tratti estetizzante. Selez. Uff.: -Demain dès l’aube, di Denis Dercourt. Francia, 2009. 100’. -Harry Brown - il cui trailer è linkato - di Daniel Barber. Regno Unito, 2009. 103’.