Diario in Noir: i giorni di Piazza Fontana e Avatar
9 dicembre, giorno 3, e 10 dicembre, giorno 4,
pubblico oggi il commento delle due giornate, racchiudendole in un solo post. Mi scuso per questo fatto. Gli avvenimenti non sono mancati, e sono diversi e piuttosto importanti. Si è detto spesso che l’Italia è il Paese che più di tutti ha dentro di se, e dentro la sua storia, il più grande potenziale drammaturgico del mondo. In tal senso è da rimarcare la conferenza a cui ho assistito, dedicata alla strage di Piazza Fontana avvenuta a Milano il 12 dicembre 1969 - il video del telegiornale di quel giorno è linkato. I quaranta anni dal tragico evento offrono lo spunto per una riflessione approfondita ed una rivisitazione accurata degli eventi presentata da Paolo Cucchiarelli. Giornalista e scrittore, Cucchiarelli illustra l’argomento ripercorrendo a grandi linee la traccia della sua ultima fatica letteraria, da molti considerata un punto di non ritorno. E’ un’inchiesta che porta elementi nuovi, non presenti nelle carte, ma che sono il frutto di un grande lavoro sul campo e di un accurato e intelligente procedimento di saldatura di fatti apparentemente distanti. La tesi principale di Cucchiarelli delinea un quadro di questo tipo: oltre ai già assodati attori che parteciparono all’ideazione, alla realizzazione, e alla manipolazione delle indagini - Ordine Nuovo Veneto, Avanguardia Nazionale, Sid, Ministero degli Interni e Servizio Segreto Militare Americano - ciascuno con un ruolo ben preciso, egli introduce una rivisitazione del ruolo del gruppo anarchico di Valpreda.
Ci fu la bomba piazzata dagli anarchici, è provato, ma quella che provocò la strage nella misura che tutti ricordiamo fu un’altra. Anche questo è provato grazie a nuove testimonianze e ricostruzioni. Il gruppo anarchico era composto in larga misura da infiltrati di gruppi fascisti e di membri dei Servizi. Risulta evidente la facilità con cui il gruppo stesso fu oggetto di manipolazioni. Dunque le bombe a piazza Fontana erano due: una piazzata dagli anarchici, successivamente scavalcati e per questo motivo agilmente incastrati, e l’altra posizionata a loro insaputa dal gruppo fascista di Ordine Nuovo. Numerose prove già invariate vennero fatte sparire e la tesi delle due bombe non poté essere dimostrata, benché tutti gli addetti ai lavori ne fossero consapevoli.
Il gruppo di Ordine Nuovo però fu assolto, ma non perché innocente. I membri del gruppo vennero trovati in possesso di esplosivo di natura diversa e più devastante rispetto ai reperti non occultati, fatti poi risalire agli anarchici. Fu proprio questo tipo di esplosivo che causò le vittime e i danni che tutti abbiamo impressi nella nostra memoria. La copertura venne portata a termine, a tutti i livelli e su più fronti. Ci si auspica la riapertura delle indagini e la chiusura definitiva di questa pagina “in Noir” della nostra storia. Nel frattempo, per tornare alle “cose da cinema”, pare che Piazza Fontana stia per diventare un film. Marco Tullio Giordana comincerà le riprese nell’agosto 2010. Un progetto di grossa taglia, a detta del produttore Riccardo Tozzi, vagamente Romanzo Criminale, un po’ JFK.
Prosegue intanto la rassegna dei documentari in concorso e dei lungometraggi. Ma, soprattutto, in anteprima assoluta, abbiamo avuto l'opportunità di vedere una decina di sequenze dal film Avatar. Venti minuti impressionanti, strepitosi. Trecento milioni di euro - la spesa per creare questo film - sono tanti, troppi. Ma l’Emotion Capture di James Cameron e della sua troupe è qualcosa di davvero impensabile. L’impatto visivo della grafica, dei colori, della materia in generale e al di là di ogni immaginazione. Tutti i difetti delle precedenti opere in tecnica 3D sono sublimati e la ricostruzione garantisce un’emozione del tutto nuova. Imperdibile.
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Commenti
Complimenti per le magnifiche recensioni.