Banner
HOME

...Siamo i soliti sognatori...

As I Was Dying (Fotografia)

NOTIZIE CULTURA / SPETTACOLO

JavaScript disabilitato!
Per visualizzare il contenuto devi abilitare il JavaScript dalle opzioni del tuo browser.


Qualcuno di voi ricorda l’ultimo sogno che ha fatto? Sono certo di sì. E sono certo che se vi chiedessi di raccontarlo comincereste così: “Mi trovavo in una stanza, c’era una sedia in un angolo e una porta al fondo, aprii la porta e…”. Oppure così: “Camminavo su di un marciapiede affollato, tutte le persone guardavano alle mie spalle, io mi voltai e…”. Quando un uomo racconta un sogno, qualunque sia il contenuto, la sua mente rielabora l’esperienza, perlopiù visiva, e ne riproduce le tracce sotto forma di immagini. La vista stessa è un atto mentale, la percezione fisica e oggettiva della materia avviene attraverso gli occhi, ma è la mente che decodifica gli impulsi da essi prodotti e ricrea l’immagine nel cervello. Noi vediamo con la mente. Guardare non sempre significa vedere.
E’ l’uomo che produce le immagini, questo è vero, ma sono le immagini che fanno l’uomo. Per questo motivo l’immagine ha un potere enorme. Saper guardare è fondamentale, soprattutto in una società fondata sulla comunicazione visiva come la nostra. Perciò imparare a vedere è un percorso non solo necessario, ma doveroso. Io lo sto imparando giorno per giorno e so che non finirò mai. Lo sto facendo anche grazie a questo libro: As I Was Dying, firmato da Paolo Pellegrin - nel video linkato alcuni dei suoi scatti -
 edito da PelitiAssociati. Afghanistan, Sudan, Libano, Iraq, Palestina sono solo alcune delle aree esplorate dall’autore. Guerre, torture, carestie, terrorismo, morte sono solo alcune delle sfumature dell’animo umano narrate. Un libro che assomiglia piuttosto ad un portfolio, senza l’alterazione di un testo di commento, senza parole. Le fotografie bastano, grazie ad una potenza visiva straordinaria. Sono pagine strazianti e difficili da sostenere in cui Pellegrin ci espone, ed espone se stesso, alle sofferenze altrui trasportandoci in un fragile spazio dov’è possibile un incontro con l’altro che va al di là delle parole.
Di fronte all’atto e al mistero di morire “sento che sto guardando qualche cosa che non posso vedere completamente, ma che sta guardando me”, dice l’autore. E allora non siamo più noi spettatori a osservare le immagini, sono esse che guardano noi. E’ la nostra memoria collettiva che ci interroga, che elimina la possibilità di dire, un giorno, che non sapevamo. Queste fotografie semplicemente mostrano, ovvero riportano sulla superficie fotosensibile le ferite di quei corpi e di quelle anime martoriate dalle peggiori debolezze umane. Sono immagini violente e violentate, soprattutto nell’estetica. L’uso del mosso del fuori fuoco sono evidenti, i contrasti duri, le inquadrature sapientemente “sporcate”, i toni alterati, condannati ad un eterno conflitto tra il nero che tutto divora e il bianco che mai dà sollievo. Uomini e luoghi diventano metafore, i sogni si trasformano in incubi e le fotografie rappresentano il racconto di ciò che resta di quelle visioni.
La fotografia non è che un mezzo, lo sguardo di un uomo è soltanto un punto di vista, uno fra tanti, qui terribilmente empatico ed evocativo. E’ il racconto soggettivo di una realtà oggettiva, innegabile, una narrazione intima che è allo stesso tempo universale, efficace ed innovativa. Forse è questo il motivo per cui le immagini di Pellegrin spaventano, e per questo, come molte altre di colleghi altrettanto validi, vengono  pubblicate assai raramente in Italia. Sono immagini nuove, scorrette, che ci insegnano a guardare con occhi diversi. Sono politiche, sono contro. Ed è meglio che la gente non sappia, è meglio che la gente non veda.


Read 1 Comments... >>
 

Giudici tutti "comunisti", tranne qualcuno

POLITICA (NON) PULITA

E’ stata confermata, nella sentenza d’appello, la condanna di David Mills a 4 anni e mezzo di carcere. L’avvocato inglese è colpevole di essere stato corrotto da Mr X per mentire e rendere dichiarazioni incomplete a suo favore durante due processi, quello su All Iberian e quello sulle tangenti alla Guardia di Finanza. E’ quindi comprovato che Mills abbia ricevuto 600 mila dollari nel 2000 da questo Mr X. Ma chi è il personaggio misterioso? E’ il nostro Presidente del Consiglio. La posizione di Berlusconi all’interno del processo era stata stralciata grazie al Lodo Alfano. Dato che però questa legge è stata dichiarata incostituzionale anche Berlusconi rientra in gioco. Il procedimento a suo carico ricomincerà, ma dovendo essere giudicato da un altro collegio il Premier rischia di essere salvato ancora una volta dalla prescrizione, fissata per l’aprile 2011. Oltretutto anche Mills cercherà di allungare i tempi in vista della sentenza della Cassazione, puntando alla prescrizione - fissata per lui nell’aprile 2010 - ma anche se dovesse essere condannato definitivamente si salverà grazie all’indulto.
Il fatto però resta. E in questo periodo in cui si parla largamente di politici fragili per le loro colpe nascoste cosa si vuole dire di Berlusconi? Corruttore multiplo, e a dir poco ricattabile. Per dare l’idea di quanto sia debole la sua posizione basta leggere cos’ha dichiarato il difensore legale di Mills poco prima della sentenza, “Ci saranno gravi conseguenze e ripercussioni per il Premier se l’avvocato verrà condannato”, e soprattutto ciò che ha detto in maniera sibillina lo stesso Mills a Radio 24, “Io e Silvio siamo legati da un unico destino, o tutti e due colpevoli o tutti e due innocenti”.
Vorrei sapere in quale altro Paese civilizzato un tale personaggio rimarrebbe al suo posto. Ma l’Italia è un Paese unico e Berlusconi non solo non si dimetterà ma, in linea con le sue autodifese passate, martedì ha già interrotto in diretta Ballarò per il suo contrattacco: “L’anomalia italiana non è Berlusconi, l’anomalia sono i pm comunisti e i giudici comunisti di Milano che da quando Silvio Berlusconi è sceso in politica e ha sottratto il potere ai comunisti lo hanno aggredito, allora Silvio Berlusconi era davvero l’imprenditore più criminale della storia o l’anomalia sono i pm e i giudici comunisti che sono ormai la vera opposizione al Governo?”. Berlusconi rimprovera tutti, compreso Floris, che rimane Stolto in un atteggiamento inebetito. Magari Floris avrebbe potuto cogliere l’occasione e fargli notare come i giudici per il Premier siano “comunisti” solo quando le sentenze sono a lui sfavorevoli.
Bisognerebbe ricordare a Berlusconi ad esempio che il giudice che ha pronunciato la condanna di secondo grado contro Mills è lo stesso che lo dichiarò innocente nel processo Sme-Ariosto. Bisognerebbe poi fargli notare come non si siano sentite accuse e lamentele in occasione di un altro giudizio avvenuto in settimana. E’ stato infatti sospeso il pagamento dei 750 milioni che Berlusconi e Fininvest avrebbero dovuto sborsare a De Benedetti per il cosiddetto Lodo Mondadori. Sospesa una sentenza civile, decisione quanto mai curiosa e inusuale. E ancora più curioso è sapere - come riporta il Fatto - che chi ha pronunciato questa sentenza è Giacomo Deodato, fratello di Giovanni, Deputato di Forza Italia per due legislature - dal 1996 al 2006. Io non voglio accusare il giudice Deodato di alcunché e spero fino a prova contraria nella sua indipendenza, ma vorrei sapere cosa pensano di questa strana situazione i media di regime e i Berluscones alla Ghedini. E Berlusconi stesso, cos’ha da dire a proposito di Deodato e di questa vicenda? Giudici cattivi e “comunisti”, tranne qualcuno.


Read 7 Comments... >>
 

Lo Stolto cazzaro

LO STOLTO

Conosco Lo Stolto da abbastanza tempo per dire che è un cazzaro. E’ sempre stato un cazzaro. Tutti abbiamo fatto le nostre stupidaggini, però poi arriva un momento in cui si cresce e si matura. Lui no. Per Lo Stolto la relazione è inversa, più invecchia e più le sue “cazzate” diventano numerose ed enormi. Lo ricordo al Liceo, contemporaneamente lecchino e insipiente, ma lui cos’era davvero?
La prima volta che l’ho visto era seduto al primo banco, al fianco della cattedra. Ricordo chiaramente quella scena imbarazzante. Quella mattina, appena entrata la professoressa, Lo Stolto si alza e si rivolge a lei in maniera così servile che mi viene la nausea: “Se crede, le posso appendere il cappotto?”. Chiaramente l’insegnate non se lo fila di striscio. Lui però, non curante delle conseguenze che quel gesto potrebbe provocare all’interno della classe, si dirige verso la cattedra, sposta la sedia e indicando con la mano tesa la seduta fa accomodare la signora Ferrari, aggiungendo inoltre “Prego, si accomodi!”, non posso credere ai miei occhi. Sembrava un secchione pazzesco, durante la lezione non alzava la testa dal quaderno, scriveva, scriveva e ancora scriveva.
Lezione di geografia, la prima volta in cui l’ho chiamato cazzaro. “Oggi interroghiamo!”, all’interno della classe la maggior parte delle teste si abbassa sotto il banco a cercare qualcosa nello zaino; il restante cerca di non incrociare lo sguardo del prof. Bassetti, pasticciando nervosamente il proprio banco, annotando pallini, quadratini e casette, sempre senza staccare penna e occhi dalla superficie. Lui no, la sua testa è altissima, e impettito esclama “Vengo volontario!”. Lo Stolto vuole confermare la sua fama da secchione, ma per una volta sta dando almeno prova di coraggio. La classe stavolta lo vede come il salvatore, il leader che ha portato i suoi compagni alla vittoria. Tirato come un pinguino - sapeva che avrebbe potuto essere interrogato e indossa giacca, cravatta e mocassini - Lo Stolto ostenta sicurezza, sorride, si alza in piedi e si dirige verso la lavagna. Iniziano le spietate domande, scena muta. Voto 4, e in più nota sul registro: “L’alunno Lo Stolto, dopo la consegna del pagellino da far firmare ai genitori, riconsegna il pagellino stesso firmato due minuti dopo. Sospetto che la firma non sia autentica”.
Il brillante Lo Stolto non è altro in realtà che Lo Stolto cazzaro.


Read 0 Comments... >>
 

Le novità sulla trattativa tra Mafia e Stato

LO STATO DELLA MAFIA

Nell'ambito della presunta trattativa tra Mafia e Stato avvenuta tra il 1992 e il 1993 ricorderemo la settimana appena trascorsa per le dichiarazioni scottanti e i numerosi colpi di scena. Due personaggi principali della vicenda, il generale Mario Mori, ex comandante dei Ros e dei Carabinieri, e l’ex Presidente della Commissione Parlamentare antimafia Luciano Violante iniziano il walzer delle dichiarazioni contrastanti. Mori, durante il processo che lo vede imputato per favoreggiamento per la mancata cattura di Bernardo Provenzano, dichiara l’inesistenza di una “trattativa in atto tra Mafia e Stato”, ma afferma comunque che ci furono quattro incontri tra lui e Vito Ciancimino, ex sindaco mafioso di Palermo. Entra però in scena Violante, che ha ritrovato la memoria dopo anni di silenzio, e dichiara che Mori gli propose all’epoca un colloquio con lo stesso Ciancimino, amico intimo dei grandi boss, tra cui Provenzano e Riina. Era lui l’intermediario nella trattativa. Anche l’ex Ministro della Giustizia Martelli parla di una trattativa in atto in quel periodo tra lo Stato e la Mafia, logicamente anch’egli con un ritardo di quindici anni. Possibile che fino ad oggi nessuno ricordasse nulla in proposito?

Nei giorni scorsi ha poi parlato Salvatore Borsellino, fratello del giudice ucciso nella strage di via D’Amelio. Borsellino afferma che Mori mente e che i ripetuti incontri con Ciancimino sono la prova che una trattativa c’era. Aggiunge inoltre che il 25 giugno 1992, in un incontro in caserma tra Paolo Borsellino, Mori e De Donno si parlò appunto di questa trattativa, della quale il giudice era già a conoscenza, come ha rivelato recentemente ancora Martelli. Quindi ci troviamo di fronte a menzogne, contraddizioni, verità nascoste da diciassette anni e inchieste che si riaprono di colpo.

Non è tutto qui, sarebbe ancora poco per ricordare come particolarmente interessante questa settimana. Saltano infatti all’occhio le dichiarazioni di due noti pentiti, Giovanni Brusca e Gaspare Spatuzza. Il primo, il mafioso che premette il pulsante per far esplodere la carica di tritolo a Capaci, ha dichiarato ai magistrati di Caltanissetta che “Il terminale ultimo della trattativa era l’onorevole Nicola Mancino - l'ex Ministro degli Interni e attuale Vicepresidente del Csm - me lo disse Riina”. Brusca dice anche che dopo l’arresto di Riina, Cosa Nostra tentò di “cambiare cavallo”, cercando di creare un nuovo contatto con Forza Italia. E qua ci colleghiamo alle dichiarazioni del secondo pentito. Gaspare Spatuzza non solo confermerebbe i contatti tra Dell’Utri e Cosa Nostra, ma nel suo racconto collocherebbe il Premier Silvio Berlusconi al suo pari. Secondo lui sarebbero loro il referente politico della trattativa tra Stato e Mafia durata almeno fino al 2003-2004. Queste dichiarazioni rese note nei giorni scorsi, e ignorate ampiamente dai media, potrebbero entrare a far parte delle prove durante il processo contro Marcello Dell’Utri.

In conclusione per molti una trattativa c’era ed era evidente, per qualcuno no, per altri è durata addirittura fino al 2004. Certo sarebbe tutto molto più chiaro se finalmente saltasse fuori l’ormai celebre “papello”, ma molte risposte le avremo già il giorno della sentenza del processo a Marcello Dell’Utri. Restiamo in attesa.


Read 2 Comments... >>
 

Marrazzo e le sue colpe

POLITICA (NON) PULITA



Piero Marrazzo è giuridicamente una vittima. E’ stato ricattato da un gruppo di Carabinieri che lo hanno tenuto in pugno, costringendolo a sborsare ingenti somme di denaro, dopo averlo filmato in mutande in compagnia di un trans, con un po’ di coca nelle vicinanze, nello scorso luglio. Ci sono indagini riguardanti la “casualità” dell’incursione nell’appartamento in cui il Governatore del Lazio si trovava, i ricatti dei Carabinieri, il giro di favori che i Carabinieri stessi si scambiavano con la comunità trans, la quantità e la provenienza della cocaina che gira nell’ambiente. Piero Marrazzo ha denunciato una situazione che stava diventando insostenibile, ma questo non lo salva.

Piero Marrazzo è colpevole da un punto di vista politico e morale. Fin quando Marrazzo era un normale cittadino le sue “debolezze private” - secondo una definizione dello stesso Marrazzo quanto mai sbagliata - erano affari suoi e alle sue eventuali colpe giuridiche avrebbe risposto da sconosciuto cittadino. Da conduttore di successo di Mi manda Rai Tre un eventuale scandalo del genere sarebbe stato oggetto di gossip e in quel caso si sarebbe potuto parlare di intrusione nella vita privata - come accaduto per Lapo Elkann, oggetto, lui sì, di gossip inutile e morboso. Ma essendo Marrazzo il Governatore del Lazio, un politico con responsabilità e potere, oltre che un leader del Centrosinistra, il discorso è ben differente. Chi possiede un tale ruolo deve avere una vita integerrima, inappuntabile. Una minima responsabilità legale, com’è quella di andare “a prostitute”, diventa una colpa indicibile e lo rende oggetto di ricatto, quindi estremamente debole. Come possiamo avere la certezza che un uomo ricattato governi assumendo decisioni con la mente libera e incondizionata?

Il caso Marrazzo ci riporta alla mente l’affaire “Berlusconi-D’Addario”. Entrambi hanno utilizzato i propri privilegi - Marrazzo le auto blu, Berlusconi i voli di stato - per “fini” privati, hanno pagato persone per prestazioni sessuali - che siano donne o viados può interessare qualche vecchio reazionario, ma la sostanza non cambia - ed entrambi per le loro colpe sono diventati fragili, in mano a gente che poteva esercitare pressioni. Le similitudini finiscono qui. Berlusconi infatti era il primo a proporre alle ragazze - minorenni, escort, aspiranti veline, ex gieffine, accompagnatrici - favori economici o possibili carriere televisive e politiche. Il Premier non ha poi mai pensato a possibili dimissioni, mentre fortunatamente Marrazzo si è perlomeno autosospeso. Una formula che non è piaciuta a molti, ma è auspicabile che questa sia un’anticipazione delle prossime dimissioni.

In ogni caso una tremenda responsabilità politica di Marrazzo è proprio quella di aver regalato l’opportunità agli avversari politici di paragonare i due casi. Gli scudieri del Pdl, che fino ad oggi si erano prodigati nel definire “gossip” gli scandali Berlusconiani hanno avuto due reazioni interessanti. Da una parte hanno ipocritamente invocato la cacciata del Governatore del Lazio in maniera veemente. Dall’altra hanno usato l’invitante occasione per tirare fuori l’antico e insopportabile ragionamento “tutti colpevoli, nessun colpevole”. Gasparri ad esempio chiosa “La presunta superiorità morale della sinistra va in archivio”.
Spero che Marrazzo si renda conto di aver dato un’altra botta a tutti quegli elettori di Centrosinistra che, contrariamente ai Berlusconiani che accettano tutte le malefatte del Papi, soffrono nel vedere le vergognose colpe dei propri irresponsabili leaders. Se è vero che oggi su Il Fatto Rosi Bindi parlava di una necessaria analisi sulla questione morale all’interno del Partito questo scandalo potrebbe far finalmente capire che troppe cose non vanno in questo nuovo e già compromesso Partito Democratico.


Read 13 Comments... >>
 
I SOGNI DEL GIORNO

JavaScript disabilitato!
Per visualizzare il contenuto devi abilitare il JavaScript dalle opzioni del tuo browser.

Proiezione del film "War Photographer"

Oggi, Lunedì 20 settembre

Alle ore 21

In Cittadella, Aosta

 

JavaScript disabilitato!
Per visualizzare il contenuto devi abilitare il JavaScript dalle opzioni del tuo browser.


The Cambodian Room

 

Proiettato venerdì al MOUNTAIN PHOTO FESTIVAL

 
Banner
Banner

Banner
Banner
Banner
Gli incontri degli amici di Beppe Grillo
Banner
Banner