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...Siamo i soliti sognatori...

L'amore ai tempi di Facebook

TUTTA LA VITA DAVANTI


Accendo il computer e in automatico vado su Facebook, è incredibile. I tempi sono davvero cambiati, qualche anno fa l’automatismo era accendere la TV, fare zapping col telecomando, e anche se c’era poco di interessante in quello che si guardava si restava incollati allo schermo per ore. Ora quest’abitudine si è trasferita pari pari sul web. Si accede al proprio profilo Facebook, sulla “home” e si cazzeggia.
Come ormai quasi tutte le sere sono qui davanti al PC, mi faccio i cazzi degli altri. Ma i cazzi degli altri sono cose vere? Veramente si aggiorna il proprio stato dicendo realmente ciò che si pensa? Certe sfere del carattere non possono essere comunicate al mondo intero. Va bene essere amici - e gli amici su FB sono divisi in amici veri, conoscenti o gente mai vista - però spiattellare in rete le più intime confidenze mi sembra troppo. Quando si parla di amore le cose si complicano ulteriormente, ho curiosato tra gli stati dei miei amici e ho capito che c’è del materiale interessante. Ho stilato la classifica: “I 6 aggiornamenti di stato dell’amico/a innamorato/a":

-    L’innamorato in crisi: ecco…lo sapevo! È bastata una settimana e già ci sono i primi scazzi…un bel paio di corna non gliele leva nessuno….

-    L’innamorato/a che non si capisce nulla di quello che dice: portami oltre il pensiero aldilà del mistero, aiuta la mia essenza ad andare via da un’idea, invitami ogni giorno alla ricerca di me….la ricerca di te….e chi vuole capire....capisca….

-    L’innamorato/a illuso/a di essere corrisposto/a: è Tanto Felice per il Fantastico pomeriggio con il suo Amore!! Semplicemente PERFETTO!!!! Ti amo…

-    “L’innamorato” – non aggiungo “/a” per ovvi motivi – all’ultima spiaggia: una donna presto!

-    L’innamorato da colpo di spugna: da oggi basta….posso farcela!!!

-    L’innamorato da colpo di spugna il giorno dopo: da oggi basta veramente…posso farcela!!!



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Il miglior Presidente del Consiglio della storia d'Italia

NOTIZIE POLITICA / ATTUALITA'

Conferenza stampa a seguito dell’incontro istituzionale tra Spagna e Italia, Berlusconi si definisce il miglior Presidente del Consiglio nei 150 anni di storia Italiana. Nessuno scoppia a ridergli in faccia. Forse per paura o servilismo. O forse perché i giornalisti internazionali presenti hanno ormai scelto di rimanere costantemente a bocca aperta, invece che divertirsi, di fronte ad una persona che non considerano assolutamente all’altezza del ruolo. La stampa estera lo considera pericoloso, privo di moralità e di senso legale, e quindi del tutto inadatto a guidare un Paese democratico come dovrebbe essere l’Italia. Anche noi dovremmo cominciare a trattarlo come un vecchio despota sull’orlo della follia, e quindi ancora più inquietante.
Quando si lancia in queste sparate ci crede davvero. Com’è ormai ovvio che creda che i giudici sono tutti contro di lui. I giornalisti, gli studenti, gli operai, e via dicendo, pure. I poteri forti, addirittura, contro di lui. Un complotto globale contro di lui, che di complotti se ne intende - basti ricordare l’iscrizione negli anni ’80 alla loggia massonica P2. Sono convinto che alcuni suoi stretti collaboratori - penso in particolare a Gianni Letta e all’avvocato Ghedini - sappiano bene che Berlusconi si nutre di sogni e di incubi irreali, ma non hanno la forza di contraddirlo e assecondano esclusivamente il suo disegno malato. Berlusconi si è contornato negli anni di politici e consigliori servili, ha messo a libro paga schiere di personaggi pronti ad assecondarlo in tutto, ma che alla lunga sono stati la sua rovina. Anche in questi giorni assistiamo alle elucubrazioni dei vari La Russa e Bocchino, politici con lunga militanza, ma ridotti a suoi tristi avvocati difensori. Ogni tanto notiamo qualche sussulto negli occhi, qualche smorfia involontaria, ma subito si autoricompongono.
Intanto il Premier spara senza freni e senza logica, passando da Napolitano, alla D’Addario - sua amata escort divenuta poi parte del “complotto” - ai giudici, alla Bindi, ai giornalisti “farabutti” - espressione che ha sostituito nell’immaginario collettivo i “coglioni che votano sinistra” del 2006. Il resto lo fanno i media di famiglia, dal Il Giornale di Feltri ai vari Tg fino a Mattina 5, che bastonano come moderni squadristi chiunque osi colpire il Capo Silvio. Sia un giornalista critico o un giudice che pronuncia una sentenza dopo anni d’indagini. Il despota Berlusconi non lo accetta, e il clima è da Cile di Pinochet.
Ma nonostante ciò chissà, magari Berlusconi, per autoincoronarsi miglior Presidente degli ultimi 150 anni, ha illuminato il nostro Paese con riforme e leggi che possano entrare nella storia. Non sembra così. Il suo Governo ha provato a risolvere i problemi del Capo attraverso la super legge ad personam Lodo Alfano - bocciato in questi giorni dalla Corte Costituzionale - e ha tentato di mettere mano alle leggi su intercettazioni e indagini, smuovendo giuristi e giornalisti di tutta Italia. Sono state promulgate riforme come quella Gelmini, che ha provocato le proteste dell’intero apparato scolastico, e leggi razziste e inquietanti - ad esempio l’istituzionalizzazione delle ronde - criticate ripetutamente anche dalla Chiesa. Ha inoltre salvato l’insalvabile Alitalia con i soldi pubblici, affrontato la crisi economica mondiale senza far nulla di rilevante, se non lo scudo fiscale, che rimpatria soldi “sporchi” in forma anonima. E’ portato poi come esempio di successo il post terremoto in Abruzzo, ma in quelle zone hanno pareri ben differenti.
Questo il curriculum pubblico del miglior Presidente Italiano di sempre. Meglio tralasciare i ripetuti scandali privati a base di escort e minorenni - su cui il Premier ha prima provato ad addurre spiegazioni sconnesse e contraddittorie, per poi virare sul silenzio - e le condanne giudiziarie - parte del già citato “complotto”.
Purtroppo per lui Berlusconi non è il nostro Giulio Cesare, Napoleone o Carlo Magno. Al massimo, finito il delirio, lo ricorderemo come Papi Silvio.


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Ibra in Barca ha il mal di mare

NOTIZIE SPORT



Ecco la classifica ufficiale dei tifosi interisti di tutti i tempi:

1°- Massimo Moratti;

2°- Beppe Bergomi;

3°- Peppino Prisco - fuori classifica;

4°- Spillo Altobelli;

5°- Zlatan Ibrahimovic;

6°- Silvio Berlusconi - prima del 20 febbraio 1986 e a partire dalla stagione 2009/10;

Ebbene si, lo Spilungone quinto nella classifica generale dei tifosi della Milano nerazzurra. A confidarlo sarebbe stato proprio lui in un’intervista rilasciata ai taccuini de “I Soliti Sognatori” nel momento del passaggio al Barça. Ecco lo spunto più interessante della conferenza stampa. “Sei felice di indossare il blaugrana del Barcellona?”. Il Pennellone, pensando di recitare ancora al fianco del Dr. House, risponde “Ma lascia stare..”, poi avendo capito di non essere negli studi di Mediaset, ma nella sala stampa del Camp Nou, ascoltiamo dalla sua voce parole che mai e poi mai avremmo sperato di sentire: “Volevo che l’Inter vincesse la Coppa dei Campioni cosi ho deciso di andarmene, Eto’o più 50 milioni era il regalo più grande che potevo fare a Moratti ed ai tifosi - Ibra continua commosso - è solo per questo che me ne sono andato”.

Le parole del bomber svedese fanno il giro del mondo in pochi minuti, sul web i commenti e i giudizi si sprecano. Tra i tanti gruppi creati per l’occasione su Facebook, uno ha sottratto la mia attenzione: “Ibra vera bandiera nerazzurra”. Il sottotitolo recitava: Zlatan = Eto’o + Snejider + Milito + Thiago Motta + 2 magazzinieri + una Jacuzzi per lo spogliatoio di Mourinho + un tintinnio per la sig.ra Moratti. Ibra il martire, viene sopranominato. Moratti non ci crede, pensa che sia una burla e ci rimane male, dopo tutti i pacchi della sua gestione non gli sembra vero che tutto questo ben di Dio gli venga offerto con questa semplicità. Farinos, Sergio Conceicao, Batistuta, Van der Meyde, Cannavaro, Gresko, Davids, Vampeta, Sforza, Luciano, Georgatos, Hakan Sukur, Quaresma, Mancini e Roberto Carlos, questi erano “i suoi giocatori”.

Mourinho si frega le mani, finalmente l’Inter può avere un gioco. Mentre Zlatan al Barça deve fare l’Eto’o, a Milano Eto’o e Milito continuano ad essere loro stessi. La trama dell’Inter è cambiata, organizzata, veloce, si ha l’impressione che i nerazzurri possano far gol in qualsiasi momento della partita vogliano - vedi Milan 0 Inter 4. Il Barcellona è la squadra più forte, lo era con Eto’o, lo è allo stesso modo con Ibrahimovic. Zlatan, abituato ad essere il numero uno, ad essere l’unica donna della compagnia, ad essere il cantante del gruppo rock, ad essere colui a cui tutto è permesso, si ritrova ad essere un mero finalizzatore, deve solo buttarla dentro. Il calcio è di più, Ibra è di più, non voglio vedere Ibrahimovic nei panni di un Inzaghi qualunque, abile a sfruttare esclusivamente gli assist dei compagni o gli errori degli avversari. Mourinho può finalmente fare il suo gioco, Moratti ne ha finalmente azzeccata una, Guardiola ha sempre la squadra più forte, Bergomi continuerà ad esultare come un pazzo ad ogni gol dell’Inter, Berlusconi pure - credetemi, è così. Tutti contenti? Il martire piange. Nerazzurro indossa blaugrana, agli ordini di Messi e Henry.


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Quando gli "eclettici" Muse umiliano la Ventura

NOTIZIE MUSICA

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Il 20 settembre scorso a Quelli che il calcio Simona Ventura, nel bel mezzo del pomeriggio, pronuncia questa frase meravigliosa, “Ecco a voi il gruppo più eclettico, innovativo e coraggioso della musica inglese: The Muse”. Gli applausi del pubblico incombono. Sarebbe una presentazione perfetta, peccato soltanto che la Ventura non abbia la più pallida idea di chi siano i Muse. Infatti la performance del gruppo, che odia nel vero senso della parola il playback, è esilarante. La sfacciataggine con cui prendono in giro lo studio, i produttori e l’ignara conduttrice è geniale e prende spunto da Kurt Cobain e i Nirvana che, costretti al playback, suonarono e cantarono fuori tempo di proposito.
Approfondiamo la divertente vicenda - consigliando a chi non l'avesse ancora visto di godersi il video dell'esibizione, sopra l'articolo. I componenti del gruppo inglese, sapendo di dover suonare in playback, entrano nello studio per presentare il loro singolo Uprising a ruoli invertiti. Il cantante e chitarrista Matthew James Bellamy sfodera un’esibizione fantastica alla batteria, il bassista Christopher Anthony Wolstenholme improvvisa assoli con la chitarra e con la tastiera e  il batterista Dominic James Howard si improvvisa bassista e frontman del gruppo. L’esibizione ha del surreale per chi conosce minimamente il gruppo. Simona Ventura invece continua imperterrita la sua conduzione e al grido “Molto internazionali, very International, sono i Muse… ” intervista alla fine dell’esibizione Howard, instaurando con lui un dialogo del tutto surreale, ignara che il vero frontman del gruppo è già nei camerini, probabilmente a ridersela di gusto. La vicenda termina nell’assoluta indifferenza dello studio, nessuno si accorge di niente, fino al giorno dopo quando il video spopola su YouTube e mette a nudo la “scarsa” preparazione di Simona Ventura. La figuraccia, sicuramente evitabile, è in mondovisione.
Ora ricordiamo brevemente chi sono i Muse, consigliando anche a Simona Ventura di informarsi accuratamente per evitare in futuro ulteriori figuracce mondiali. La band musicale alternative rock inglese è tra le migliori live band degli ultimi anni. Sono riconosciuti per uno stile musicale molto eclettico - e almeno su questo la conduttrice non si era sbagliata - che raccoglie influenze di più generi come l’elettronica, l’heavy metal, il progressive rock, spesso segnati da una vena sinfonica e orchestrale. Gli ultimi due album, Black Holes and Revelations e The Resistance, sono entrati nel panorama musicale con una violenza inaudita, grazie a riff di chitarra geniali e a un suono, soprattutto dal vivo, senza paragoni. Attualmente i Muse, che considero tra i cinque migliori gruppi al mondo, sono impegnati nel loro tour mondiale. Simona, non sono proprio un gruppetto qualunque.


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I SOGNI DEL GIORNO

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Inter Barcellona 3-1

 

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Ligabue - Un colpo all'anima

 
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