L\'Adobe Flash Player non installato o piu vecchio della versione 9.0.115!
Cinema in Rosso. Non si tratta di un’inchiesta sul cinema erotico. Per qualcuno forse è un peccato. Non è nemmeno un testo sul cinema di sinistra. E può essere un altro peccato. Scrivo invece riguardo la polemica scatenatasi dopo l’uscita dell’ennesimo Cinepattone annuale. E’ giusto finanziare certi film? E poi, come e chi decide? E con quali soldi? Faremo una breve panoramica su quello che è il mondo del cinema in Italia e sul suo rapporto con la politica e con i finanziamenti pubblici. Per fare ciò proverò a raccontare come nasce, come viene sviluppato e purtroppo come a volte muore un film. Un film nasce dall’immaginario, dall’ispirazione di un cineasta, quando l’opera è l’originale, oppure dall’adattamento di un libro - fenomeno oggi inarrestabile e ne capiremo in seguito il motivo - di una pièce teatrale o quant’altro. Qualora l’opera non fosse commissionata, cioè là dove non fosse prevista una forma contrattuale di pre-produzione - ricerche necessarie per la stesura della sceneggiatura - l’autore procede nella ricerca di un produttore, cioè nel reperimento dei fondi necessari per la creazione del cast, della troupe e per tutti i supporti tecnici e logistici del caso. Ricordiamo che tra l’altro l’industria dell’audiovisivo conta oggi circa 200mila addetti ai lavori tra attori, tecnici e sevizi. Ma chi sono i produttori? Sono quegli enti, pubblici o privati, che investono il denaro utile alla realizzazione dell’opera e dare il via al progetto. I produttori possono essere i più vari. Cittadini privati, associazioni, banche, enti pubblici, regioni e anche lo Stato, nella veste del Fus, il Fondo Unico per lo Spettacolo. Il Fus è quella riserva di soldi con la quale lo Stato finanzia non solo il cinema, ma anche la danza, il teatro, la musica e la lirica. Da qualche mese, cioè dall’ultima Finanziaria, il mondo dello spettacolo è in agitazione. Il Governo ha infatti decurtato di 100 milioni di euro lo stanziamento destinato al Fus. I tagli al Fus hanno costituito materia di dibattito da diversi anni a questa parte e dopo la decurtazione dell’ultima Finanziaria lo scontro si è inasprito. Per questo motivo, alla fine, una parte di quei fondi sono stati reintegrati nella misura di 60 milioni. Parlando nello specifico di cinema il Fus è, in sostanza, in larga misura finanziatore e produttore di numerosi progetti. Non fanno scalpore i 40 milioni mancanti - che sarebbero serviti, diciamo così, come fondi integrativi e non strutturali - quanto piuttosto l’assenza di alternative a questa condizione. Nei Paesi Occidentali il cinema è un’industria e pertanto non gode di finanziamenti Statali. Ad esempio in Francia esiste un Centro Nazionale di Cinematografia indipendente dal controllo dello Stato. In Italia invece è lo Stato che decide se e quanti soldi destinare al Fus e successivamente se e a chi concedere parte dei fondi. Come si accede al Fus? Si presenta la sceneggiatura, o più in generale il progetto, alla commissione preposta e si affronta un vero e proprio esame. Esistono dei parametri di valutazione che riguardano i contenuti, i premi vinti e gli incassi. Se uno sceneggiatore ha vinto il Premio Solinas ottiene un punteggio superiore a chi non l’ha vinto. E’ evidente, è un Premio importante, ma è quantomeno sorprendente che il Solinas sia l’unico Premio che il Fus prende in considerazione. Inoltre una sceneggiatura tratta da un romanzo avrà un punteggio superiore rispetto ad un’opera originale - ecco una spiegazione degli innumerevoli “adattamenti”. La lobby dell’Editoria si conferma ancora una volta lo squalo più grosso. Gli attori non godono di migliore trattamento. Vengono assegnati ad essi punteggi solamente nel caso in cui abbiano vinto un unico Premio: il David di Donatello, il resto non conta. Per quanto riguarda i registi, invece, il parametro fondamentale è l’incasso delle opere precedenti, indipendentemente dal tipo di film. Ma allora Natale a Beverly Hills vale più de Il Divo - il cui trailer è linkato - solo per aver guadagnato cinque volte di più? La risposta è sì. Ma come hanno imparato i Soliti Sognatori a volte ciò che è previsto da norme e regolamenti non è detto che sia anche corretto eticamente e moralmente. (1/CONTINUA...)
Nel mio vagare su Internet stasera sono capitato su www.ilgiornale.it, versione on line del quotidiano diretto da Feltri e di proprietà della Berlusconi family. La mia attenzione si concentra su un lungo articolo dedicato a Di Pietro. Il leader dell’Idv viene descritto come un politico in un periodo buio. Ombre sul suo passato, velate accuse e illazioni sul presente suo e del partito di cui è a capo. Un attimo. Vengo assalito da una sorta di dejà vu. Feltri e Di Pietro, di nuovo, ancora. La loro storia d’amore/odio non è una novità dell’ultima ora, ma è un qualcosa che risale quantomeno a quindici anni fa. Mani pulite. Di Pietro è la punta, il leader trascinante del pool di Milano che sta distruggendo, giorno dopo giorno, il sistema di tangenti e corruzione che infanga la totalità della politica Italiana. Dalle colonne dell’Indipendente e dell’Europeo un direttore ruspante lo erge a eroe, ne incensa quotidianamente le lodi. E’ Feltri, il primo estimatore del Tonino Nazionale. Passano pochi anni, siamo nel 1996. Feltri è direttore de Il Giornale e ha in mano uno scoop. Alle porte della villa di Berlusconi si è presentato il costruttore D’Adamo, in grave crisi finanziaria, ma con una storia succulenta. Si autodefinisce un mediatore tra Pacini Battaglia e Di Pietro in una losca storia di tangenti. Secondo D’Adamo Pacini avrebbe versato 4 o 5 miliardi all’ex Pm per salvarsi dalle accuse giudiziarie. Feltri rispolvera quindi un’intervista vecchia di qualche mese del suo cronista Pasqualetto all’imprenditore Raggio che aveva già parlato di una mazzetta di Pacini, consegnata da tale Lucibello, a Di Pietro. Non esistono prove, ma il 23 dicembre è il giorno del primo titolo ad effetto “Dal Messico gravi accuse di Raggio a Di Pietro”. Da quel momento Il Giornale martella i lettori con rivelazioni quotidiane su D’Adamo, Raggio, Lucibello e misteriosi “tesori” di Tonino in Lussemburgo, Svizzera, Austria. Su Di Pietro è bufera, Berlusconi gongola. Il giornale di famiglia e il suo fidato direttore stanno demolendo l’immagine pubblica dell’ex eroe. Da castigatore dei corruttori l’ex Pm è ora passato ad essere un personaggio oscuro, un tessitore di trame eversive, e soprattutto un principe della corruzione lui stesso. Feltri scrive il 12 luglio 1997: “Lo chiamavano Madonna, e come ci si comporta con la Madonna? Le si portano i doni”. Sarebbe un’inchiesta giornalistica eccezionale, se non fosse per un piccolo particolare. E’ tutto completamente falso. 8 novembre 1997, arriva la più grande smentita della storia del giornalismo Italiano. Dopo due anni di accuse, a pochi giorni dall’elezione nel Collegio del Mugello che vede contrapposti Di Pietro e Ferrara, Feltri, invaso dalle querele, sconvolge i suoi lettori e il suo editore Silvio: “Caro Tonino, ti stimavo e non ho mai cambiato idea”. Pasqualetto, responsabile della maggior parte degli “scoop” su Di Pietro, scrive un pezzo fiume di autosmentita. La tangente non è mai esistita e l’ex Pm è “immacolato”. E la campagna de Il Giornale? Pasqualetto la definisce “una bufala”, “una ciofeca”, “una smarronata”. “Dissolto il grande mistero: non c’è il tesoro di Di Pietro”. Feltri dissolve il mistero creato da lui stesso. Berlusconi, sentendosi tradito, caccia il direttore. In Italia qual è il futuro di un giornalista che confessa di aver raccontato bugie per due anni? La direzione di altri quotidiani. Borghese, QN, e soprattutto Libero, da Feltri stesso creato e portato alla ribalta. In questi ultimi anni Di Pietro viene dapprima ignorato, poi attaccato in maniera proporzionale alla sua nuova inarrestabile popolarità. Ritorna ad essere il nemico numero uno. E quando Feltri viene incoronato nuovamente direttore de Il Giornale il leader Idv diventa il metro di paragone per gli avversari di turno, “..è come Di Pietro” è “l’accusa” quotidiana. Ora ricominciano le ombre, i sospetti, lanciati dalla banda di Feltri, ma onestamente come ci possiamo credere?
L\'Adobe Flash Player non installato o piu vecchio della versione 9.0.115!
Mi sono svegliato la prima mattina del 2010 con la voglia di sorridere. Ci sono riuscito, “sono vivo”, mi sono detto. Fuori era tutto un po’ grigio, nessuno in strada, una pace surreale, silenzio dei pensieri. Mi sono lasciato contagiare. Ho nostalgia di quando ero veramente felice. Di certo non lo sono stato nel 2009, per tutta una serie di motivi. A quel punto ho pensato di essere dentro un film. Non uno qualsiasi. Ho pensato a Wristcutters - Una storia d’amore - il cui trailer è linkato - che ha vinto il Gran Premio della Giuria al Sundance Film Festival 2006, il Premio come Miglior Opera Prima al Philadelphia FilmFestival 2006 e il Premio come Miglior Film Gen Art Film Festival 2006. Ho voluto cominciare con quest’opera per due motivi. Primo, perché è un vero e proprio gioiello. Ma è un gioiello molto particolare, uno di quelli a cui tieni molto e che sfortunatamente perdi da qualche parte. Non sai mai dove sia finito, lo cerchi disperatamente per mesi e poi lo ritrovi per caso, quando non ci pensavi più, tra i cuscini del divano. Secondo, perché è un film del 2006, uscito in dvd in Italia solo nel 2009. Scoprirlo è stata un’emozione inaspettata e splendida. E questo è un omaggio a tutti quei piccoli grandi film che troppo spesso evitiamo e che, grazie alla loro fantasia, onestà e umiltà, cambiano per sempre qualcosa nella nostra vita. Soprattutto se l’esperienza è condivisa con una persona speciale. In questo senso meritano una menzione Il mondo di Horten, straordinario esempio di cinema Nordico, I love Radio Rock, adrenalina di matrice Rock allo stato puro, Questione di punti di vista e L’ospite inatteso. Impossibile poi non citare tra i Top film i premi Oscar Milk, The Reader e The Wrestler. Impressionanti Valzer con Bashir e Lebanon, pellicole che riescono a far impallidire di vergogna le politiche imperialiste di tutto il mondo e chi ne è responsabile. Non dimentichiamoci infine di altre opere riuscite quali Bastardi senza Gloria, che merita un posto nelle zone alte di questa classifica, Il nastro bianco di Haneke e Nemico pubblico di Mann. Doloroso, invece, il Flop di Parnassus, nonostante la forza di un cast eccezionale e il talento ormai affermato del regista Terry Gilliam. Un altro tonfo qualitativo, ma certamente meno doloroso, è quello di The Millionaire, nonostante i numerosi premi ricevuti, tra cui otto Oscar. Un trionfo politico, un’opera purtroppo sopravvalutata. Un Flop collettivo, purtroppo, per il cinema Italiano in generale che, a parte i soliti Tornatore, Bellocchio e Placido, fatica a trovare un’identità e solida. Certo è che finché i finanziamenti pubblici andranno a finire nelle tasche dei produttori dei Cinepanettoni di turno il tutto sarà sempre più difficile. Non me ne vogliano i miei amici Sognatori - più benevoli nei confronti dei film di De Sica jr - ma rivoglio indietro i miei soldi! Nel frattempo attendo con ansia i nuovi Sorrentino e Garrone, giovani e freschi autori capaci di un cinema straordinario. Guardo a questo 2010 con grande fiducia. Nelle prossime settimane proporrò una breve analisi proprio sul rapporto tra il cinema e i finanziamenti pubblici, a presto.
Mercoledì 13 Gennaio 2010 22:47 | Author: I Soliti Sognatori |
L\'Adobe Flash Player non installato o piu vecchio della versione 9.0.115!
E’ in onda la nuova puntata dei SognatoriChannel, la prima del nuovo anno. In questa occasione siamo in onda da un altro studio, dato che la nostra amata “Cavernicola” è momentaneamente occupata. Ringraziamo quindi per l’ospitalità gli amici della band Another Ego, che ci hanno prestato la loro sala prove. E’ una puntata speciale in cui ripercorriamo l’anno 2009, trattando il meglio e il peggio a cui abbiamo assistito. A cominciare dalle innumerevoli disfatte pubbliche e “private” del Premier Berlusconi, passando poi per l’elezione del personaggio migliore e del peggiore in campo Internazionale, per finire con i Top e i Flop nel mondo della Musica - in questo caso sentiremo finalmente la voce di Marco il Sognatore - e del Cinema. Inoltre come contorno i video “cult” dell’anno e un affondo contro la tecnologia “inutile”. La puntata doveva concludersi con una serie di interviste, ma difficoltà tecniche ci hanno impedito di caricare tale video. Ci scusiamo per questo, come per gli errori, le mancanze, la scarsa qualità tecnica e delle battute. In ogni caso fatevi due risate in nostra compagnia! Leggete www.isolitisognatori.it e guardate SognatoriChannel. Noi continuiamo a sognare, e voi?
L'Influenza A, un grande bluff?
Martedì 12 Gennaio 2010 20:15 | Author: Marco il Sognatore |
Sono mesi che siamo “violentati”, naturalmente dal punto di vista mediatico, dal tema influenza A. Per diverse settimane con cadenza quotidiana i telegiornali e i giornali ci avevano travolto con notizie di decessi, casi sospetti e complicazioni dovute alla misteriosa e inquietante malattia. Ancora oggi il sito dell'Ansa ci informa che il virus potrebbe colpire di nuovo, aiutato dal freddo, e che le vittime in Italia ammontano a 204 e nel mondo addirittura a 13700. Abbiamo subito una violenza psicologica costante immaginando dei virus giganteschi pronti a bussarci alla porta. Cercavano di convincerci che solo il vaccino miracoloso potesse bloccare questo pericolo. Oggi però la stessa Ansa, come la maggior parte degli organi d’informazione italiani, omette una notizia fondamentale. A Londra è accaduto ciò che ormai immaginavamo, ma che non avevamo le prove per affermare. Il Presidente Tedesco della Commissione Sanitaria del Consiglio d’Europa, e medico specialista in medicina polmonare, igiene e medicina ambientale, Wodarg accusa le case farmaceutiche di aver inscenato una “falsa pandemia”, che gli sarebbe fruttata svariati miliardi di euro grazie alla conseguente vendita del vaccino. Questa notizia, “stranamente” snobbata dai tradizionali media Italiani, sta invece facendo il giro del mondo tramite internet ed è stata riportata dal Daily Mail. Wodarg ha accusato le industrie farmaceutiche di aver influenzato la decisione dell'Organizzazione Mondiale della Sanità - inserendo propri uomini al suo interno - nel dichiarare la possibilità di una prossima pandemia. Inoltre prosegue affermando che le multinazionali del farmaco hanno accumulato “enormi guadagni” senza nessun rischio finanziario, a discapito dei Governi che hanno speso milioni per comprare vaccini contro un'infezione che in realtà era poco aggressiva - secondo uno studio medico reso noto poche settimane fa addirittura meno pericolisa delle normali influenze stagionali, e anche questa notizia è stata del tutto ignorata - prosciugando così i bilanci sanitari. Le case farmaceutiche, dopo aver allarmato i governi, li hanno così convinti a comprare e commercializzare vaccini del tutto inefficaci, esponendo milioni di persone al rischio di gravi effetti collaterali. Wodarg è riuscito ad ottenere dal Consiglio Europeo una commissione d'inchiesta che indagherà sulle case farmaceutiche per smascherare quello che descrive come “uno dei più gravi scandali sanitari del secolo”. Questa notizia giunge proprio nel momento in cui la maggior parte dei Governi del mondo sta cercando di sbarazzarsi degli inutili vaccini. Basti pensare che la Francia ha acquistato 94 milioni di dosi per una popolazione di 63 milioni di abitanti. Se Wodarg riuscisse a dimostrare la sua tesi verrebbe a galla una delle più rilevanti truffe mediatiche della storia. A quel punto gli organi d’informazione e il Ministero della Sanità dovranno darci qualche spiegazione e soprattutto farsi qualche esame di coscienza. Infatti, a parte la tesi e le accuse di Wodarg, non si capisce come mai un vaccino assolutamente superfluo sia stato acquistato in così elevate quantità, senza controlli accurati e opportuni da parte del nostro Ministero. L’unico fatto ormai lampante è che il nostro Governo sta tentando di proseguire la violenza mediatica, con lo scopo di vendere le dosi di vaccino avanzate, attutendo così la spesa. L’omissione della notizia delle dichiarazioni di Wodarg da parte di chi ci ha assillato.con la pandemia per mesi è un fatto ancora più inquietante. Noi in ogni caso continueremo a seguire la vicenda. Speriamo finalmente che la verità venga a galla.