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...Siamo i soliti sognatori...

Freddo. La parola del giorno è: freddo

TUTTA LA VITA DAVANTI



Strati di vestiti messi a caso coprono me e le mie giornate. Nell’ordine: mutanda a fiori, collant argentato, gambaletti di lana a pois, leggins in jeans. Sopra: reggiseno leopardato, canottiera da muratore, camicia in lana e seta, maglione a righe lungo, piumino doppio strato e sciarpone. Ai piedi quasi sempre i miei stivaloni viola antipioggia e in testa il cappuccio.

Fino a un anno fa la mia tenuta giornaliera era più decorativa, forse perché oggi, dopo aver affrontato un colloquio con me stessa, mi sono resa conto di aver superato la fase adolescenziale. Ora, quando apro il mio vecchio guardaroba, quasi mi vergogno di aver speso tutti i miei risparmi in chili di paillettes, pellicce, lurex, oro/argento/fluo e tutto ciò che è visibile a km di distanza. Forse l’unica cosa che mi mancava era il giubbotto da operatore stradale della notte.

D’inverno non potevo uscire di casa senza gli stivali “orso polare scuoiato”, abbinati di giorno ad un bomber dello stesso pelo bianco e ai paraorecchi da bambina a forma di cuore; di notte quegli stivali erano indossati sotto hot pants dorati e micro top dello stesso colore, decorati da una quantità imbarazzante di monili, tra i quali ricordo: collane a forma di stereo ricoperte di finti swarovski, dadi attaccati alle orecchie, piercings all’ombelico talmente pesanti da farti piegare in avanti e ovviamente lucidalabbra-gioello Dior appeso al collo, della dimensione del mio pugno. Perché non aprire una parentesi anche sulle borse? C’era quella a forma di barboncino rosa, quell’altra farcita di spille e pupazzetti-portachiavi, un paio cucite da me che dopo due passi che le indossavo mi rimanevano in mano.
Forse dimentico qualcosa... a parte la collezione di Super Chicche al completo, formato ciondolo/perizoma/chi più ne ha più ne metta, forse è tutto. Se vi capitasse di aprire il mio armadio portatevi dietro un paio di occhiali da sole: le paillettes potrebbero accecarvi.


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Tanto pagano i cittadini

NOTIZIE POLITICA / ATTUALITA'


Abbandonato il clima natalizio, ci ritroviamo subito di fronte alla cruda realtà. Lo sappiamo, siamo all'interno di una grave crisi. Le casse dello State sono vuote e il debito pubblico sta aumentando pericolosamente, è ormai fuori controllo. La nuova finanziaria ha tagliato fondi alla scuola pubblica, con un taglio record che supera i mille milioni di euro in cinque anni. E per chi non lo sapesse comunico che le tasse Universitarie annuali a Torino - esempio che vivo direttamente, ma che è rappresentativo dell'intera situazione Italiana - sono aumentate di circa 700 euro, proprio come conseguenza della cura Tremonti. In un modo o nell'altro chi ci rimette è sempre il cittadino. Giustamente le tasse sono un dovere civico che in ogni caso deve essere ottemperato, ma ciò che risulta inaccettabile è che le nostre tasse vengano utilizzate, tra gli altri scopi vergognosi, per finanziare i Partiti.
La Corte dei Conti ha comunicato l'entità del rimborso delle spese elettorali ricevuto dai vari Partiti Italiani. Già di per sè questo fatto è scandaloso, visto che un referendum abrogativo nell'aprile del 1993 aveva abolito il finanziamento pubblico ai Partiti. Come succede spesso nel nostro Paese è bastato cambiare il nome, da “finanziamento” a “rimborso elettorale”, e come per magia il referendum è stato aggirato. La volontà popolare è stata aggirata. Ma un fatto ancora più rilevante è che la Corte dei Conti denuncia una grave abitudine dei nostri Partiti, che sono soliti gonfiare e falsificare le spese effettuate - una sorta di vero e proprio “falso in bilancio” - ricevendo in media circa quattro volte i soldi spesi. Insomma, per ogni euro speso ne ricevono quattro come rimborso. Per fare un esempio, i soldi spesi per le Elezioni del 2008 sono stati 110 milioni di euro e quelli rimborsati ammontano invece a 503 milioni - logicamente stiamo parlando sempre dei soldi di noi cittadini. La domanda che dovremmo porci è il perchè dobbiamo finanziare noi i Partiti, attraverso le nostre tasse. E soprattutto, perchè non si possono usare meglio questi soldi? Basti pensare che la somma dei rimborsi spese degli ultimi quindici anni ammonta circa a 2,2 miliardi di euro, serve aggiungere altro?
Questa situazione ci spiega bene quanto la politica sia distante e poco interessata al pensiero e al benessere dei cittadini. L'ennesimo esempio di una decisione della popolazione aggirata senza farsi molti problemi di coscienza. Di questo passo siamo destinati a contare sempre meno, ci stiamo trasformando in una massa invisibile. La nostra Italia può cambiare, ma non con questa classe politica. Noi nel 2010 siamo ancora qua a sognare una situazione migliore, e voi?

Spese gonfiate e spese effettive dei Partiti Italiani:

- Il Pdl  ha dichiarato spese per 16 milioni di euro e ne sono state accertate come effettive 650 mila;
- L'Udc ha dichiarato spese per 4,8 milioni di euro e ne sono state accertate come effettive 22 mila;
- La Sinistra Arcobaleno ha dichiarato spese per 2,5 milioni di euro e ne sono state accertate come effettive 12 mila;
- L'Idv ha dichiarato  spese per 1 milione di euro e ne sono state accertate come effettive  16 mila;
- La Lega ha dichiarato spese per 800 mila euro e ne sono state accertate come effettive 270 mila;
- Il Pd ha dichiarato spese per 425 mila euro e ne sono state accertate come effettive 398 mila.


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Top e Flop della musica 2009

NOTIZIE MUSICA

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E’ finito il 2009, si entra nel primo decennio del nuovo secolo. Dopo i numerosi cenoni siamo pronti a tirare le somme dell’annata, innanzitutto dal punto di vista musicale. Come si fa solitamente in queste classifiche esaminiamo i Top e i Flop dell’annata. Inizio con un brano che va per forza analizzato fuori classifica e che merita di stare sopra i Top non tanto per la musica, ma per il suo significato. Si tratta di Domani, il brano inciso da un gruppo di circa sessanta artisti Italiani per le zone terremotate dell’Abruzzo, che vince la speciale classifica di quest’anno.
Ora passiamo ai Top. Il 2009 ha visto la nascita della nuova stella del Pop Internazionale Lady Gaga che ha stravolto il mercato con tre hit - Poker Face, Paparazzi e Bad Romance - sempre in testa alle classifiche, meritando il paragone con l’eterna Madonna - anche lei da inserire nei Top grazie a Celebration. Sempre a proposito della scena Pop non possiamo dimenticare il vero e proprio tormentone dell’anno, ballato e cantato da chiunque a non finire, I gotta feeling - il cui video live è linkato - degli ormai affermati Black Eyed Peas.
La scena Rock ci ha regalato poche novità, ma tante riconferme. Abbiamo ascoltato il nuovo album degli U2, No line on the horizon, che ci hanno stupito non tanto per le canzoni, ottime ma non paragonabili ai loro grandi successi, quanto per il tour, grazie ad effetti scenici d’avanguardia. Sono ritornati, dopo American Idiot, anche i Green Day, con il nuovo album 21th Century Breakdown e sono riusciti a regalarci nuove emozioni con canzoni intense come 21 Guns. Dopo due anni anche i Pearl Jam sono riapparsi sulle scene con Backspacer. Dal punto di vista del Rock elettronico i Muse e i Depeche Mode, rispettivamente con The Resistance e Sounds of the Universe, sono rimasti in classifica a lungo e hanno esibito due tour eccezionali.
In Italia trovare qualcosa da inserire nei Top è più complicato, anche perché il mercato è invaso dai cantanti da reality. Ma riusciamo comunque a trovare qualcosa da salvare. I grandi Elio e le Storie Tese ci hanno regalato sul finire dell’anno l’album Gattini. Abbiamo ascoltato due belle collaborazioni. La prima tra Elisa e Giuliano Sangiorgi con Ti vorrei sollevare e la seconda tra Gianna Nannini e Giorgia con Salvami, tratta dal bell’album Giannadream. Inoltre Tiziano Ferro ha riscosso un gran successo in Italia e in parte dell’Europa e del Sud America con il suo tour ed è ormai da un anno e mezzo nei primi posti della classifica Italiana con l’album dei record Alla mia età - da cui ha tratto diversi singoli, tra cui il tormentone estivo Indietro. Per chiudere i Top vorrei ricordare un grande artista, uscito finalmente con un nuovo album nell’anno appena concluso. Il maestro Franco Battiato, ritornato con Inneres Auge.
Passiamo ora ad analizzare i Flop. Cominciamo da Robbie Williams che, dopo il periodo di isolamento, sembra non aver ritrovato il suo solito appeal con il nuovo album Reality killed the Video Star. Abbiamo parlato a lungo sul blog delle varie cover fatte dai vari artisti Italiani - Ma il cielo è sempre più blu ricantata da Giusi Ferrei su tutte - e potete immaginare che queste rientrino tutte nei Flop 2009. Ne avevamo saltata una, la cover di Vasco Ad ogni costo, copia di Creep dei Radiohead, canzone troppo bella per essere storpiata in quel modo. Da segnalare anche il Flop in parte dal punto di vista delle vendite e soprattutto come qualità della produzione di due big. L’album di Eminem in campo Internazionale, e quello live di Laura Pausini in Italia. Vorrei chiudere però con i cantanti usciti dai reality. Da Valerio Scanu ad Alessandra Amoroso, per finire con Marco Carta. A prescindere da guadagni e premi, credo che si meritino loro il premio Flop della musica 2009.


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Odio il Messaggio Multiplo

TUTTA LA VITA DAVANTI



Ormai finite le feste, rifletto sulle settimane appena trascorse e penso, bella invenzione il cellulare. Provate a tornare con la mente a quando non era ancora così in uso, e ora provate a pensare ad una vita senza. Impossibile forse. Per prova, qualche mese fa, sono stato senza cellulare per una settimana. E’ stata una bella sensazione perché gli amici - non dico le ragazze per evitare di sbilanciarmi - per cercarmi chiamavano a casa. Io spesso a casa non c’ero, ed ero quindi irraggiungibile. Trovarsi per caso in giro di persona diventava quasi una festa. Senza il cellulare incontrare le persone acquista più valore. Un valore reale. Senza il telefonino si era inoltre molto più rispettosi dell’orario. Non esistevano ritardatari, ci si dava appuntamento a tale ora e una volta usciti di casa non esisteva più la possibilità di avvisare o di essere avvisati del ritardo. Tutti erano impegnati a trovarsi in orario.

Un’altra bella invenzione è Facebook, un bel mezzo per mantenere i contatti con le persone vicine o meno. Faccia-Libro è anche un bello strumento per raggiungere persone che mai avresti potuto contattare. Ad esempio a livello pubblicitario noi Sognatori abbiamo recentemente creato un account e nel giro di una settimana la media delle visite è quasi raddoppiata. Insomma, la tecnologia negli ultimi dieci anni ha fatto passi da gigante. Questo post però non ha in realtà l’obiettivo di elogiare le qualità del progresso tecnologico, ormai agli occhi di tutti. Vuole invece sottolineare come in certi casi la tecnologia sia davvero invasiva, ingombrante.

Nelle feste natalizie farei volentieri a meno sia del cellulare che del Pc. Natale. A partire dalla mattina del 24 dicembre fino a Santo Stefano inoltrato il mio cellulare viene relegato negli angoli più sperduti e bui della mia camera. Ma non lo spengo, non vorrei essere assalito dal centinaio di messaggi che riceverei tutti insieme nel caso decidessi di spegnerlo. E proprio di questo voglio parlare: il buon vecchio “Messaggio Multiplo”. Odio con tutto il cuore - e non sto scherzando - chi scrive un messaggio del tipo: “Auguri sentiti, con la speranza che tu passi un Natale gioioso insieme alla tua famiglia e ai tuoi affini. Un abbraccio, Mario Rossi”. Magari Mario Rossi è stato la prima sera compagno di serata in discoteca ed ora si firma con nome e cognome. Oppure Mario Rossi non conosce lontanamente la mia famiglia. Magari io sono solo come un cane e lui si permette di prendermi in giro così! Questo modo di fare gli auguri mi fa salire i nervi. E chiaramente la conseguenza è che non rispondo mai agli auguri. Probabilmente facendo così deludo le attese di quelle persone che tengono davvero ai miei auguri, quelle persone che magari hanno personalizzato il loro messaggio ad hoc - o ad personam, termine che ci piace tanto. Cito un sms che al contrario dei precedenti mi ha fatto molto piacere: “Auguri Andrea, pochi auguri a poche persone, ma sentiti davvero. A te volevo farli. Un abbraccio”.
La personalizzazione è fondamentale. E invece un altro insopportabile augurio standardizzato, di pari livello del Messaggio Multiplo, è il “Taggare” gli amici di Facebook nelle foto di auguri. Odio - e ripropongono il termine dispregiativo per sottolineare la bassezza della cosa - trovare 60 notifiche ogni volta che mi connetto, sapendo che 58 sono “Tags” in foto assurde. Ad esempio foto di bottiglie di spumante che, sparando il tappo, fanno esplodere fuochi d’artificio. Oppure foto di neonati con un cappello da Babbo Natale talmente largo da ricoprirli per intero.
Il messaggio finale del post è che pochi e sentiti auguri sono quelli realmente importanti e apprezzati. La massa di auguri “inutili” sono solo memoria di Pc e di cellulari sprecata. Ah, dimenticavo, in ogni caso auguri davvero. Soprattutto alle vostre famiglie, anche se non le conosco. Andrea Menegazzi.


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Via Bettino Craxi

POLITICA (NON) PULITA

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Credo che non esistano parole per descrivere l’idea “geniale” del sindaco di Milano, Letizia Moratti, che ha proposto di intitolare una via, o una piazza, del capoluogo Lombardo a Bettino Craxi, a dieci anni dalla sua morte. E’ scandaloso come nel nostro Paese il messaggio che viene lanciato quotidianamente è che corrotti e corruttori, ladri e disonesti riescano ad avere sempre la meglio. Anche in questo caso viene riportato alla ribalta un personaggio oscuro della nostra Italia, e con lui i gravi reati da lui commessi ai danni del Paese. Ricordiamo infatti che Craxi è morto latitante ad Hammamet, in Tunisia, nel 2000, dove è fuggito in seguito alle condanne nei numerosi processi di Tangentopoli in cui era imputato. Letizia Moratti, attraverso questa assurda proposta, tenta di riabilitare un politico che da Presidente del Consiglio - divenuto poi il principale imputato di Mani Pulite - ha segnato uno dei periodi più bui della storia d’Italia. Oltretutto Craxi, tra i suoi “meriti”, ha anche quello di aver supportato e favorito per anni l’attività monopolista di Berlusconi, che ne ha poi preso il testimone “malapolitico”, una volta che l’ex segretario Psi ha dovuto abbandonare le scene.
Le vie vengono solitamente dedicate a chi con le sue doti, il suo ingegno, o il suo coraggio, ha reso grande il nostro Paese, non a chi ha codardamente svuotato le casse dello Stato o si è arricchito, sfruttando la propria posizione, attraverso l’illegalità. Chi, una volta scoperto, invece di affrontare le conseguenze delle sue azioni è scappato, per vivere da latitante fino alla morte. La nostra classe politica dimostra di non essere cambiata, che il ciclo continua e siamo governati da una Casta lontana dai pensieri di gran parte della popolazione che, è sperabile, vede Craxi ancora come un corruttore. Giustamente. Questa classe politica che dedica strade a ladri, effettuando una scandalosa operazione revisionista su un passato che sarebbe meglio dimenticare, non mi rappresenta. Anche nel 2010 io continuo a sognare una situazione migliore, spero anche voi.

Curriculum di Craxi:

Sentenze passate in giudicato:
-condanna a cinque anni e sei mesi di reclusione per corruzione nel processo Eni-Sai;
-condanna a quattro anni e sei mesi per finanziamento illecito per le mazzette della metropolitana Milanese.

Per tutti gli altri processi in cui era imputato è stata pronunciata una sentenza di estinzione del reato a causa del decesso.
Ma fino a quel momento le sentenze erano state:
-condanna in primo grado a quattro anni di reclusione e ad una multa di venti miliardi per il caso All Iberian, pena prescritta in appello;
-condanna in primo grado a cinque anni e cinque mesi per tangenti Enel;
-condanna in appello a cinque anni e nove mesi per il Conto Protezione, sentenza poi annullata dalla cassazione con rinvio;
-condanna in appello bis a tre anni di reclusione per il processo Enimont.

Craxi al momento del decesso era inoltre rinviato a giudizio:
-per i fondi neri Montedison;
-per i fondi neri Eni.


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I SOGNI DEL GIORNO

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Inter Barcellona 3-1

 

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Ligabue - Un colpo all'anima

 
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Gli incontri degli amici di Beppe Grillo
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