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...Siamo i soliti sognatori...

SognatoriChannel "Speciale Natale"

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Come promesso, direttamente dalla “Cavernicola” la puntata di Natale dei SognatoriChannel. Dato che ci hanno accusato di essere troppo critici, cattivi, in questa puntata siamo buoni come non mai, e tutti i contenuti - musiche comprese - sono collegati al Natale. Partiamo quindi dal Natale visto dagli occhi di un fidanzato e dagli occhi di un single, ipotizzando possibili regali, e via dicendo. Non rinunciamo comunque a trattare il tema della limitazione del web, legato al decreto di legge del Ministro Maroni. Sul finale una sorpresa, la canzone di Natale cantata da I Soliti Sognatori con la partecipazione straordinaria di Mene Mc. Ospite in puntata “il Bello di Aosta”, e capitano della squadra di calcio dell'Aosta Charvensod, Luca Riente. Come sempre, e anche a Natale, ci scusiamo per le mancanze, gli errori, le scarse qualità tecniche e in questa puntata anche per le pessime doti recitative e canore. Divertitevi in nostra compagnia, continuate a leggere www.isolitisognatori.it e a guardare SognatoriChannel! Noi continuiamo a sognare, e voi? I Soliti Sognatori vi augurano Buon Natale.

 

Lettera ai Sognatori

NOTIZIE POLITICA / ATTUALITA'


Oggi pubblichiamo una lettera che abbiamo ricevuto alla mail de I Soliti Sognatori. Questo sfogo ci è stato inviato da una studentessa di Giurisprudenza che sta assistendo allennesima riforma inutile, che questa volta colpirà gli aspiranti avvocati.

Qual è il mio sogno? Diventare avvocato penale. Sfortunatamente se la bozza di riforma dellaccesso alla professione di avvocato diventerà definitiva, con essa verranno meno tutte le mie speranze. L’iter per diventare avvocato, come ben sapete, è molto lungo.  Attualmente dopo i cinque anni di Giurisprudenza ci aspetta il praticantato presso uno studio legale della durata di due anni, naturalmente non retribuito. Terminati questi due anni “formativi” usciamo dallo studio legale pieni di speranze e ci sentiamo pronti a sottoporci al tanto temuto esame per labilitazione alla professione. A questo punto entra in gioco la “brillante” idea del nostro “caro” Ministro Angelino Alfano, che nella sua riforma della Giustizia ha inserito una sotto-riforma riguardante le nuove modalità di accesso alla professione di avvocato. La rifoma prevede che per l'abilitazione si debba frequentare una scuola postlaurea a pagamento e naturalmente a numero chiuso - una volta obbligatoria solo per coloro che volevano intraprendere la professione di magistrato o notaio. Quindi chi non ha la necessaria disponibilità economica può dire tristemente addio ai sogni di gloria.
Inoltre lesame potrà essere sostenuto solo tre volte. Ad oggi invece non cè alcun limite a riguardo ed è importante notare che la media di bocciature è di circa 3,4 per ogni candidato. Unulteriore novità riguarda limpossibilità di sostenere lesame con codici commentati dalla Giurisprudenza, codici fondamentali per noi futuri avvocati. Infine è prevista la cancellazione del patrocinio legale “autonomo”, cioè la possibilità dopo un anno di praticantato di guadagnare qualcosa - visto che non si può vivere di sola aria - con cause proprie in attesa delliscrizione allalbo. Se tutto ciò entrerà in vigore la possibilità di superare un esame che già prima della riforma ci sembrava un ostacolo insormontabile sarà prossima allo zero. Consiglierei al Ministro della Giustizia di non concentrare i suoi sforzi per rendere più duro lesame di abilitazione, ma di riformare il periodo di pratica forense che attualmente di formativo e di qualificante non ha praticamente nulla. Si dice sempre che i giovani siano il futuro, ma come possiamo esserlo se continuano ad allungare e a rendere sempre più arduo il nostro ingresso nel mondo del lavoro? I nostri sogni che fine fanno? Io non voglio smettere di sognare.

Studentessa Sognatrice e preoccupata


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SognatoriChannel 4a Puntata

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Si avvicina il Natale, stanno per cominciare le feste e, dopo il successo della terza puntata e le polemiche scatenate dalla nostra “minchionaggine”, ecco dalla “Cavernicola” la quarta puntata dei SognatoriChannel! Anche stavolta i contenuti sono tanti e variegati. Dall’inedito interrogatorio del vero pentito Spatuzza - ispirato ai mitici trailer di Mai dire… - alle ironiche considerazioni sulla politica e sull’attualità - sottolineiamo che mancano riferimenti all’aggressione subita da Berlusconi perché la trasmissione è stata registrata qualche giorno prima del fatto. Dal film New Moon-Twilight, a qualche battuta prenatalizia, fino a una grande sorpresa. La tanto attesa intervista al rapper Tormento (ex Sottotono), citato diverse volte nelle puntate precedenti, che ringraziamo davvero di cuore per la disponibilità e la simpatia dimostrateci. Anche con lui, nel nostro stile, parliamo un podi tutto e un po di niente. Come sempre ci scusiamo per le mancanze, gli errori, e per la scarsa qualità tecnica, oltre che stavolta per le pessime doti recitative. Divertitevi in nostra compagnia e non prendeteci troppo sul serio. Leggete www.isolitisognatori.it e guardate SognatoriChannel! Noi continuiamo a sognare, e voi? Appuntamento alla vigilia di Natale…  

 

Non esistono mandanti "morali"

NOTIZIE POLITICA / ATTUALITA'

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Cicchitto and company hanno cercato i “veri” colpevoli del grave episodio di cui è stato vittima il Presidente del Consiglio domenica scorsa. Per i sergenti del Pdl la psicosi di Tartaglia non era una spiegazione sufficiente. Non essendo lui iscritto ad alcun partito di sinistra è saltato il primo appiglio: i terroristi bolscevichi. E’ subentrata allora una tattica più subdola e inquietante. Responsabili di aver alzato i toni fino all’irreparabile momento, o meglio, “mandanti morali” - espressione utilizzata ad esempio da Castelli - del gesto folle sarebbero tutti coloro che hanno criticato le ambiguità di Berlusconi e le azioni del suo Governo.
Quindi Di Pietro e il suo Partito, colpevoli di un’opposizione che si oppone troppo. Ma soprattutto “il terrorista mediatico” Travaglio, Santoro, Il Fatto, Repubblica e L’Espresso. Principalmente contro di loro è rivolto il vergognoso attacco di Cicchitto in Parlamento - il cui video è linkato. Giornalisti che lavorano con passione e serietà sarebbero coloro che “hanno armato la mano dello squilibrato”. Non solo, parallelamente va in atto l’attacco di Maroni alla Rete. Già due ore dopo l’accaduto il Ministro degli Interni sproloquiava sul ruolo di Facebook e dei blog e sulla volontà di programmarne un oscuramento, una censura. Sono nati su Fb gruppi pro Tartaglia - giusto chiuderli - ma esistono ad oggi siti fascisti, razzisti, negazionisti o gruppi che inneggiano a morti varie. Per Maroni sarebbero questi i luoghi da controllare o si cerca esclusivamente un modo per limitare la libertà d’espressione?
Secondo il ragionamento di tali Ministri anche noi potremmo essere considerati “colpevoli” di aver alzato i toni fino a spingere il Tartaglia a quell’assurdo gesto? Io non accetto l’equazione critica/informazione/opinione = aggressione. Ciò che noi facciamo in Rete, o Santoro in tv, o Travaglio sui giornali, è informazione. Esprimere opinioni, anche forti, ma in maniera rispettosa, non è istigare violenza. Fortunatamente ho memoria e ricordo bene chi ha invece il vizio di alzare davvero i toni, metodicamente. Chi invece di aprirsi ad un confronto serio, basato su argomenti e fatti - e sottolineo fatti - preferisce insultare.
Ad esempio per Berlusconi Prodi è “un leader d’accatto” (‘95), l’allora Presidente Scalfaro “un serpente, un traditore, un golpista” (‘95), gli esponenti del Centrosinistra “mentecatti, miserabili alla canna del gas” (‘00), gli elettori del Centrosinistra “coglioni” (‘06), i Ds “mandanti delle toghe rosse” (‘99), i giudici “come la banda della Uno bianca” (‘96), “matti, antropologicamente diversi dal resto della razza umana” (‘03). La Lega è da venti anni che ci insegna come pulirci il culo con il Tricolore e, anzi, i suoi Ministri - compreso proprio Maroni - cantano che “siamo Padani, abbiamo un sogno nel cuore, bruciare il Tricolore” (‘06). Bossi afferma come “l’inno dice che l’Italia è schiava di Roma, ma toh! (dito medio)” (‘09) e a proposito degli insegnanti ci suggerisce come “non possiamo più lasciare martoriare i nostri figli da gente che non viene dal Nord” (‘09). I V-Day e il No B Day sono “antipolitica” e “giustizialisti”, gli studenti che protestano sono “da centro sociale” (‘09), e dei sindacati “non se ne riconosce l’esistenza” (‘09).
Nel tritacarne del Centrodestra sono finiti Senatori a vita, gay, immigrati, operai, registi, artisti, e via dicendo. Citazioni sparse che ci fan capire come coloro che oggi inneggiano “all’amore” dovrebbero guardare al proprio passato e rendersi conto che l’insulto e il dileggio han costituito il loro primario metodo di discutere. Attaccare chiunque la pensi diversamente - ad esempio usando allo sfinimento in tono dispregiativo il termine “Comunista”- è stata la regola del Centrodestra fino ad oggi. Invece di cercare “mandanti” che non esistono si colga la drammatica occasione per cambiare davvero il modo di porsi e di fare politica.


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Maroni, giù le mani dal Web

NOTIZIE POLITICA / ATTUALITA'

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Gli Articolo 31 nel 1996 cantavano “Siamo nell’anno 2030, loro controllano televisione radio, c’è un Comitato di censura audio, valutano, decidono, quello che sì, quello che no…”. Il paragone regge perfettamente con quello a cui stiamo assistendo ormai da anni nel nostro Paese. Solo che siamo ancora nel 2009, esattamente ventuno anni prima della triste previsione del gruppo Rap. E siamo già stati abituati alle censure televisive - Santoro, Biagi, Guzzanti e Luttazzi su tutti - dato il totale controllo che questo Governo ha sulle televisioni. Ci siamo abituati anche alle censure metodiche nei telegiornali e sui giornali. Ma il fatto che ci siamo abituati non è normale, e non significa che ormai dobbiamo accettare qualsiasi tipo di intervento volto a limitare la nostra libertà di espressione e di informazione. Anche perché procedendo in questo senso il “2030” descritto dagli Articolo 31 sarà molto più vicino di quello che possiamo immaginare.
L’ultimo fatto grave, da sottolineare con forza, è il nuovo decreto di legge benedetto da Maroni - è linkato un video in cui il Ministro parla di Facebook - di cui sta discutendo il Consiglio dei Ministri, che punta a minare l’ultimo baluardo di libertà di espressione e di informazione che noi cittadini possediamo: Internet. L’ultimo spazio rimasto per confrontarci e per far sentire la nostra voce in uno Stato che non ci permette di interagire liberamente e che ci sta trasformando sempre più in spettatori passivi del nostro futuro. Il diritto alla Rete deve essere basato sulla libertà da censure, altrimenti perde di significato la sua funzione di unione e di mezzo di comunicazione. Censurando Internet, ognuno di noi viene censurato. Il decreto, se venisse approvato dal Governo, sarà immediatamente operativo e non farà alcun passaggio in Parlamento per verifiche o correzioni.
Come prima forma di censura il decreto dispone dei filtri per impedire agli Italiani di accedere a siti vietati. Con quale criterio si sceglieranno i siti da vietare non viene però specificato. Cosa ci oscureranno? L’unica specificazione che viene data dal Ministro Maroni è che con questo decreto si vuole bloccare l’istigazione alla violenza. Peccato che chi ci propone la soluzione, cioè il Ministro stesso, sia stato condannato in via definitiva per resistenza a pubblico ufficiale e la sua Lega Nord non rappresenti proprio un esempio di “uso educativo” e virtuoso del Web, dato che propone sadici “giochini” on-line come “Rimbalza il Clandestino”.
La seconda forma di censura propone di creare un organo che valuti ciò che si può o non può scrivere sui social network - come il celebre Facebook, che oggi Schifani ha definito un luogo di aggregazione pericoloso, quasi sovversivo - anche in questo caso con criteri assolutamente astratti, poco chiari. E infine terza forma di censura, le dirette “live in streaming” non potranno andare in onda senza l’autorizzazione del Governo, che se volesse potrebbe esercitare un’ampia limitazione e selezione degli eventi da proporre in Rete. E’ facile capire come questo sia un controllo elevato e assurdo della Rete, che già in questi termini provoca uno stato di semilibertà. Non dimentichiamoci però che una volta passato il decreto sarà semplicissimo inasprire ulteriormente il livello di censura. Quindi evitiamo di cadere in questi finti, ipocriti discorsi riguardanti la tutela della “moralità” del web, quando è chiaro ed evidente che ciò che si vuole bloccare è la crescente e per ora incontrollabile informazione che fortunatamente trova spazio nel Web.


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I SOGNI DEL GIORNO

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Proiezione del film "War Photographer"

Oggi, Lunedì 20 settembre

Alle ore 21

In Cittadella, Aosta

 

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The Cambodian Room

 

Proiettato venerdì al MOUNTAIN PHOTO FESTIVAL

 
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Gli incontri degli amici di Beppe Grillo
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