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Mafia e Stato, atto terzo

LO STATO DELLA MAFIA

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Continuiamo a seguire la vicenda scandalosa che racconta i rapporti tra la Mafia e lo Stato - nel video linkato una poesia di Corrado Guzzanti sul tema - che, viste le premesse, porterà a nuove scioccanti scoperte. Se venissero confermati questi oscuri e stretti legami si spiegherebbe finalmente il motivo per cui la piaga della Mafia continua a sopravvivere - e addirittura a rafforzarsi - nel nostro Paese, mentre in altri Stati è stata debellata ormai da molto tempo. A fine ottobre il figlio di Ciancimino ha finalmente consegnato alla Procura di Palermo il celebre “papello” contenente le richieste fatte da Totò Riina agli organi dello Stato per far cessare i sanguinosi attentati della stagione 1992/93. In questi ultimi giorni invece lo stesso Ciancimino jr ha consegnato alcuni “pizzini”, scritti da Bernardo Provenzano durante la latitanza al padre Vito Ciancimino, ex sindaco di Palermo condannato per mafia. Non si conosce ancora il contenuto dei “pizzini”, ma ciò che trapela è che si tratterebbe di notizie fondamentali per la Procura di Palermo per far chiarezza sui rapporti tra Mafia e Stato durante gli anni novanta. Chissà quanti fogli contiene ancora la cassaforte di Ciancimino jr. Se venisse constatata la veridicità dei documenti si riscriverebbe la storia del nostro Paese.
Ma gli aggiornamenti più importanti, che rischiano di avere un impatto deciso sul nostro Governo, sono quelli che giungono del processo in appello in cui è coinvolto per associazione mafiosa il Senatore e co-fondatore di Forza Italia Marcello Dell’Utri, già condannato a nove anni di reclusione nel processo di primo grado. La notizia è di pochi giorni fa, il verbale contenente le dichiarazioni del pentito Gaspare Spatuzza è entrato a far parte del processo Dell’Utri. Il pentito testimonierà in aula a Torino probabilmente il 4 dicembre 2009. I punti salienti della testimonianza di Spatuzza denunciano il rapporto di stretta collaborazione creatosi tra Marcello Dell’Utri, Silvio Berlusconi e i boss mafiosi, ora condannati all’ergastolo, Giuseppe e Filippo Graviano, dei quali Spatuzza era il braccio destro.
Il pentito ha raccontato ai magistrati fiorentini Alessandro Crini e Giuseppe Nicolosi che i Graviano non avrebbero mai discusso con intermediari, ma sempre direttamente con l’attuale Premier Berlusconi e il suo braccio destro Dell’Utri. Spatuzza ha aggiunto inoltre che Giuseppe Graviano gli aveva comunicato esplicitamente che si erano messi “il Paese nelle mani”, visto che avevano raggiunto un accordo con i due principali esponenti di Forza Italia. Questa storia sembra riservare ancora molti lati oscuri, che speriamo verranno in parte chiariti con la fine di questo processo e con la conferma dell’originalità dei documenti di Ciancimino jr. Visto che la vicenda è accuratamente nacosta dai media tradizionali noi, almeno nel nostro piccolo, continueremo a seguirla e a tenervi aggiornati.

Commenti

avatar luisa
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dobbiamo renderci conto che siamo governati da una banda di mafiosi e di ladri. anche se dell'utri e berlusconi venissero condannati pensate che cambierebbe qualcosa? per me no , rimarrebbero lì , a fare leggi e a decidere il nostro futuro
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avatar Michela
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Io continuo a chiedermi senza sapermi dare una risposta come può il popolo italiano di destra , di sinistra o di centro che sia ,non indignarsi di fronte a questo scempio della legalità !
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