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Mafiosi bugiardi e Mafiosi sinceri

LO STATO DELLA MAFIA

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Si è conclusa la settimana che ha visto le testimonianze del pentito Spatuzza e dei boss mafiosi Giuseppe, Filippo Graviano e Antonio Lo Nigro nel processo d’appello al Senatore Marcello Dell’Utri. Il boss Filippo Graviano ha smentito Spatuzza dicendo di non aver mai collaborato né avuto a che fare con il Premier Silvio Berlusconi e con il suo braccio destro Dell’Utri, mentre il fratello Giuseppe si è rifiutato di rispondere. Anche Lo Nigro ha smentito ciò che aveva riferito Spatuzza. E’ giusto ricordare innanzitutto che nei giorni antecedenti alla deposizione dei fratelli Graviano si è gridato su tutti i media che le dichiarazioni del pentito Spatuzza non dovevano essere prese sul serio. Non erano attendibili perché il pentito era un criminale. Ci volevano convincere che una persona tanto feroce, che aveva ucciso così tante persone, non poteva dire la verità. Come mai allora le testimonianze dei boss Graviano e Lo Nigro vengono considerate come verità assolute, attendibili e non ci si pone gli stessi dubbi? Non sono anch’essi dei mafiosi spietati, assassini, mandanti delle più gravi stragi in Italia? Perché non bisogna credere a Spatuzza, Mafioso “bugiardo” che accusava il Premier, e invece si deve aver fiducia di Graviano, Mafioso “sincero” - nel video linkato l'esemplare editoriale del direttore del Tg1 Minzolini - che lo difende? Bisogna capire realmente chi dichiara la verità.
Intanto è altrettanto fondamentale ricordarsi che il Senatore e fondatore di Forza Italia Marcello dell’Utri è stato condannato per concorso esterno in associazione mafiosa nel processo di primo grado non per le testimonianze del pentito - che sono arrivate dopo e al massimo avrebbero potuto costituire un’aggravante - ma per prove concrete quali intercettazioni telefoniche, incontri, agende e documenti che riportavano il nome del Senatore accostato a boss mafiosi, uno su tutti Vittorio Mangano, chiamato eroe dallo stesso Dell'Utri nonostante sia stato uno spietato boss mafioso. Per chi non la conoscesse cito parte della sentenza di primo grado:

“Dell’Utri Marcello è imputato per aver concorso nelle attività della associazione di tipo mafioso denominata “Cosa Nostra”, nonché nel perseguimento degli scopi della stessa, mettendo a disposizione della medesima associazione l’influenza ed il potere derivanti dalla sua posizione di esponente del modo finanziario ed imprenditoriale, nonché dalle relazioni intessute nel corso della sua attività, partecipando in quel modo al mantenimento, al rafforzamento ed all’espansione della associazione medesima. E così ad esempio:

1.Partecipando personalmente ad incontri con esponenti anche di vertice di Cosa Nostra, nel corso dei quali venivano discusse condotte funzionali agli interessi dell’organizzazione;
2.Intrattenendo, inoltre, rapporti continuativi con l’associazione per delinquere tramite numerosi esponenti di rilievo di detto sodalizio criminale, tra i quali Bontate Stefano, Teresi Girolamo, Pullarà Ignazio, Pullarà Giovanbattista, Mangano Vittorio, Cinà Gaetano, Di Napoli Giuseppe, Di Napoli Pietro, Ganei Raffaele, Riina Salvatore;
3.Provvedendo a ricoverare latitanti appartenenti alla detta organizzazione.”

Questo è un piccolo stralcio della sentenza del processo di primo grado a Marcello Dell’Utri. Logicamente per motivi di spazio non possiamo riportarla integralmente, ma la si può trovare su
http://narcomafie.it/sentenza_dell’utri.pdf. Una domanda mi sorge spontanea. Visto che lo stesso Dell’Utri afferma che non bisogna credere a ciò che dicono i mafiosi, per quale motivo noi dovremmo credere a lui?

Commenti

avatar giulia
+1
 
 
ci vogliono fare fessi !!!....
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