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Quei beni sono cosa nostra

LO STATO DELLA MAFIA



Inizio con una citazione, “Niente regali alle mafie, i beni confiscati sono cosa nostra”. La frase è tratta dalla campagna di sensibilizzazione promossa da “Libera”, associazione antimafia creata da Don Ciotti. Libera sta effettuando una raccolta firme su tutto il territorio e su internet, a seguito dell’ennesima legge-regalo che il nostro malaugurato Governo sta facendo alla Mafia. Dopo lo scudo fiscale, che permette di riportare in Italia i soldi depositati nelle banche dei paradisi fiscali, nel più totale anonimato e con una tassazione minima del 5%, arriva inesorabile un emendamento scandaloso inserito nell’ultima finanziaria. Questo emendamento, passato del tutto sotto silenzio, prevede la vendita all’asta di quei beni confiscati alla Mafia che non si riescono a destinare entro tre o sei mesi. In pratica la totalità. Questa nuova legge distruggerebbe la legge 109/96, che prevedeva l’uso sociale dei beni confiscati alle cosche mafiose, votata all’unanimità dal Parlamento nel 1996 dopo che più di un milione di Italiani ne avevano chiesto l’approvazione firmando una petizione.

Se il nuovo emendamento venisse approvato è evidente quello che potrà accadere. Chi saranno gli unici che si faranno avanti per comprare le ville e i terreni? Chi avrebbe il coraggio di partecipare ad un’asta per l’acquisto di terreni una volta di proprietà mafiosa? Le risposte sono semplici, ovvie, la prospettiva che ci aspetta è semplicemente vergognosa. La Mafia cercherà chiaramente di ricomprare tutti, o quantomeno la maggior parte, dei beni che le sono stati sequestrati, ad un prezzo bassissimo. E ci riuscirà. Nessun cittadino parteciperebbe ad un’asta intuendo che chi partecipa insieme a lui fa parte di un clan mafioso, ne è diretta emanazione o ne è un prestanome. Qualsiasi persona dotata di buon senso eviterebbe di affrontare questo genere di aste, viste le possibili e prevedibili ripercussioni.
E’ l’ennesima sconfitta dello Stato nella lotta alla Mafia. Con l’approvazione del suddetto emendamento il lavoro di polizia, magistratura e di tutti quegli organi che lavorano quotidianamente per eliminare il cancro mafioso dal nostro territorio verrà vanificato. Questo regalo ai clan arriva in un periodo particolare, in cui si è riaperta l’inchiesta per i rapporti tra i nostri politici e i boss mafiosi dal 1992 ad oggi. Tutto ciò ci induce ad avere qualche dubbio. Viene naturale supporre che questi favori legislativi rientrino nel famoso e perverso ragionamento del “Io do qualcosa a te e tu dai qualcosa a me”. Speriamo che il Senato ci smentisca, non votando questo emendamento indecente. Una domanda, visto che questa è l’ennesima legge a favore dei delinquenti, sorge spontanea. Perché un normale cittadino in Italia dovrebbe essere ligio alla legge se poi, in qualche modo, vengono favoriti e tutelati sempre e solo i criminali?

Commenti

avatar roberto mancini
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Chiediamo conto al clerico-localis ta Fosson, primo firmatario dell' emendamento che sottrae ogni potere decisionale al malato ed alla famiglia nel caso di testamento biologico, come ha votato in proposito ?

Si è costituita Libera anche in Vda, se avete voglia di dare una mano chiamate Marika348/1425642.
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avatar Stefano
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Bella iniziativa, siamo governati da mani mafiose e questa è un legge mafiosa, dobbiamo rendercene conto
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