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Lo Stolto cazzaro

LO STOLTO

Conosco Lo Stolto da abbastanza tempo per dire che è un cazzaro. E’ sempre stato un cazzaro. Tutti abbiamo fatto le nostre stupidaggini, però poi arriva un momento in cui si cresce e si matura. Lui no. Per Lo Stolto la relazione è inversa, più invecchia e più le sue “cazzate” diventano numerose ed enormi. Lo ricordo al Liceo, contemporaneamente lecchino e insipiente, ma lui cos’era davvero?
La prima volta che l’ho visto era seduto al primo banco, al fianco della cattedra. Ricordo chiaramente quella scena imbarazzante. Quella mattina, appena entrata la professoressa, Lo Stolto si alza e si rivolge a lei in maniera così servile che mi viene la nausea: “Se crede, le posso appendere il cappotto?”. Chiaramente l’insegnate non se lo fila di striscio. Lui però, non curante delle conseguenze che quel gesto potrebbe provocare all’interno della classe, si dirige verso la cattedra, sposta la sedia e indicando con la mano tesa la seduta fa accomodare la signora Ferrari, aggiungendo inoltre “Prego, si accomodi!”, non posso credere ai miei occhi. Sembrava un secchione pazzesco, durante la lezione non alzava la testa dal quaderno, scriveva, scriveva e ancora scriveva.
Lezione di geografia, la prima volta in cui l’ho chiamato cazzaro. “Oggi interroghiamo!”, all’interno della classe la maggior parte delle teste si abbassa sotto il banco a cercare qualcosa nello zaino; il restante cerca di non incrociare lo sguardo del prof. Bassetti, pasticciando nervosamente il proprio banco, annotando pallini, quadratini e casette, sempre senza staccare penna e occhi dalla superficie. Lui no, la sua testa è altissima, e impettito esclama “Vengo volontario!”. Lo Stolto vuole confermare la sua fama da secchione, ma per una volta sta dando almeno prova di coraggio. La classe stavolta lo vede come il salvatore, il leader che ha portato i suoi compagni alla vittoria. Tirato come un pinguino - sapeva che avrebbe potuto essere interrogato e indossa giacca, cravatta e mocassini - Lo Stolto ostenta sicurezza, sorride, si alza in piedi e si dirige verso la lavagna. Iniziano le spietate domande, scena muta. Voto 4, e in più nota sul registro: “L’alunno Lo Stolto, dopo la consegna del pagellino da far firmare ai genitori, riconsegna il pagellino stesso firmato due minuti dopo. Sospetto che la firma non sia autentica”.
Il brillante Lo Stolto non è altro in realtà che Lo Stolto cazzaro.

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