Bastardi senza Gloria
I Bastardi senza Gloria di Tarantino sono i pazzi, incredibili Soliti Sognatori del cinema. A questo film è dedicata la nostra rubrica cinematografica - e di spettacolo - perché è difficile trovare un film che sappia essere maggiormente sognante, visionario, utopista. In questo caso i Sognatori sono Bastardi, vero, ma il film di QT è la prova che a volte la cattiveria è l’unico modo perché quei “soliti sogni” maledettamente giusti possano avverarsi. In questa rubrica i Soliti Sognatori diventano ufficialmente “Bastardi senza Gloria”.
E’ difficile ridurre a parole il capolavoro che il regista di Pulp Fiction ci ha regalato quest’anno. Bastardi senza Gloria esce dagli schemi, sconvolge, colpisce forte lo spettatore, si prende gioco della storia, la riscrive pur senza scadere nel ridicolo. Il film è diviso in 5 episodi, ognuno collegato più o meno direttamente all’altro. Nel primo episodio ci viene presentato il “cattivo”. Si tratta del “cacciatore di ebrei” tedesco Hans Landa, una SS senz’anima, ma dall’oratoria sciolta e dal sorriso affilato che ricorda il ghigno del miglior Nicholson. L’attore che lo interpreta è una sorpresa, Christoph Waltz, alla prima prova cinematografica di rilievo e premiato a Cannes con la Palma d’Oro. Landa perseguita una famiglia la cui unica superstite sarà la piccola Shosanna Dreyfus.
Nel secondo episodio la follia Tarantiniana si impossessa del film. I Bastardi sono una banda di personaggi assortiti e indimenticabili che terrorizzano schiere di Nazisti, guidati da un Brad Pitt, nel ruolo del tenente Aldo Reine, gigioneggiante e in gran forma. Un Pitt artisticamente maturo, ormai attore di grande qualità, che fa coppia con l’ “Orso Ebreo” Eli Roth. Il regista di Hostel coniuga a sorpresa un fisico imponente, un’efferatezza horror e una sottile costante ironia. I Bastardi terrorizzano Nazisti, li uccidono a mazzate, li torturano, li “segnano”. I Nazisti ne sono impauriti, sconvolti, addirittura Hitler è infuriato dalle continue incursioni subite. E’ la rivincita di tutti coloro che hanno sempre sofferto pensando a quell’immane tragedia che è l’Olocausto e che sotto sotto desideravano assetata vendetta ed esemplare punizione per gli spietati Nazisti.
Nel terzo e quarto episodio si dipana la trama, si alternano le spietate indagini di Landa, citazioni cinefile, incontri-scontri tra Nazisti e Bastardi, la corte di una giovane stella Nazista a Shosanna, cresciuta e diventata direttrice di un cinema. Il tutto condito da dialoghi surreali Tarantinieschi che tengono alta la tensione nonostante la tipica lunghezza, morti e battute “pulp”, sparatorie e ironia, particolari splatter e primi piani degni del miglior Sergio Leone - indimenticabile quello del soldato Nazista che attende di essere ucciso dall’Orso Ebreo. La colonna sonora, com’è tradizione di QT, alza il livello dell’intera pellicola e spazia dal rock al classico allo stile western. Qualcuno potrebbe pensare ad un pastiche, è invece un capolavoro, e questo solo grazie al genio di Quentin che sa armonizzare e dare sostanza al tutto.
Le emozioni si susseguono e culminano nel quinto e finale episodio. Nel cinema di Shosanna è presente tutta la gerarchia Nazista, da Hitler a Goebbels, per la presentazione di un film celebrativo. Puntano a rovinare la festa i Bastardi - in questo frangente sono irresistibili Pitt e Roth che si fingono siciliani - e la stessa Shosanna. Il finale è la cima del “sogno” Tarantiniano, imperdibile, esaltante, e per questo meglio non aggiungere altro, lasciando spazio alle sorprendenti immagini. Più maturo, compiuto e audace de Le Iene, meno cartoonesco e citazionista di Kill Bill, Bastardi senza Gloria è a mio parere il film più riuscito di Tarantino dopo Pulp Fiction. In particolare il secondo e il quinto episodio entrano di diritto nella storia del cinema. La battuta finale dritta in camera di Pitt “Probabilmente è il mio capolavoro” sembra la sentenza auto celebrativa di Quentin. Sono d’accordo, è il suo capolavoro.
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