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Chi vuole male a Emergency?

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Sabato 10 aprile la polizia Afghana e l’Isaf - International Security Assistance Force - si introducono nell’ospedale di Emergency di Lashkar Gah per arrestare sei Afgani e tre Italiani - il medico Marco Garatti, il coordinatore medico Matteo Dell’Aira e il tecnico Matteo Pagani - accusati di essere dei “cospiratori”. Sparsasi la voce, accorrono sostenitori del Governo Karzai a manifestare e lunedì l’intero personale dell’ospedale è costretto a lasciare la struttura, lasciando in standby macchinari e pazienti. Chi si occuperà di loro? Nessuno. Non è normale? Poco normali sono tutti i contorni di questa vicenda.
Il nome Rahmatullah Hanefi vi ricorda qualcosa? L’episodio legato a quel nome è un po’ l’antesignano di ciò a cui stiamo assistendo oggi. Il giornalista Daniele Mastrogiacomo viene rapito il 5 marzo 2007 da una cellula Talebana. Mentre le istituzioni brancolano nel buio il collaboratore di Emergency Hanefi fa da intermediario per la liberazione, che avviene solo grazie al suo fondamentale apporto. Il Governo Karzai lo arresta e lo tiene rinchiuso in prigione per più di tre mesi - senza che all’esterno si abbiano notizie di lui - infine liberandolo perché non accusabile di nulla. Durante quei giorni critici Gino Strada irrompe in tutte le trasmissioni, urlando la sua indignazione verso Prodi e il Ministro degli Esteri D’Alema, rei di aver abbandonato al suo infausto destino Hanefi. Ma si sa, la politica segue percorsi ambigui e poco “etici”. Una volta “superato” lo scandalo Strada torna al suo lavoro silenzioso, 365 giorni su 365, nei luoghi più disperati del mondo.
Curare i paria della società moderna è la missione di Emergency e questo è ciò che non viene sopportato. Il suo dare importanza esclusivamente all’uomo, contemporaneamente al suo fregarsene di piacere ai “potenti”. I media si ricordano di Gino qualche giorno fa, quando Strada indice conferenze e partecipa a talk show - nel video linkato parte dell’intervista di Strada a Che tempo che fa - per dare la sua versione dei fatti. Sottolinea più volte come non gli interessino le simpatie del personale. L’importante è che i suoi collaboratori lavorino bene, poi, sostiene Strada, “come ci possono essere dei malfattori nell’ospedale di Milano questo può naturalmente accadere anche in Afghanistan” - stesso discorso per le armi ritrovate in un magazzino dell’ospedale di Lashkar Gah; secondo Strada la facilità con cui chiunque può lasciarle in quell’ospedale è uguale a ciò che potrebbe accadere in Italia, vista la latenza di controlli.
Il creatore di Emergency difende però i tre ed evidenzia come per ora non sia stata formulata alcuna accusa chiara. Nelle prime ore circola la voce che i tre medici sarebbero anche accusati dell’omicidio dell’interprete di Mastrogiacomo, ma gli Afgani ignorano che nei giorni del rapimento i tre non erano nemmeno presenti nel Paese. Poi, la presunta confessione sul complotto per uccidere il Governatore della provincia di Helmand, smentita. Intanto i tre italiani sono rinchiusi, senza assistenza medica e legale, e senza che giungano notizie sul loro stato. Questo assume sempre più i contorni di un attentato ad un’organizzazione umanitaria, fastidiosa agli occhi delle istituzioni Afgane - sia di Karzai che dei Taliban - per quel suo voler curare feriti di qualunque parte della barricata. E un attentato a tre italiani.
Non ci arriva il Ministro degli Esteri Frattini, il più giovane della nostra storia oltre che uno dei peggiori. Definisce da subito la possibile colpevolezza “una vergogna per l’Italia”, salvo poi rimangiarsi tutto e garantire pieno impegno, una volta che l’opinione pubblica gli morde le caviglie. Anche La Russa dapprima accusa, “Capita di avere infiltrati al proprio fianco”, e poi chiede rispetto al Governo di Kabul. A sinistra, come consuetudine, tutto tace. Si muove la società civile, giustamente “incazzata”, che pretende di conoscere cosa stia succedendo. I Soliti Sognatori firmano l’appello sul sito www.emergency.it e sostengono con convinzione Gino Strada e Emergency. Non lasciamoli soli.


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Elezioni Regionali, chi ha vinto?

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Vorrei capire chi ha vinto, ma non riesco. Bonaiuti entusiasta, la Finocchiaro sorride compiaciuta - e vorrei tanto chiederle cos’ha tanto da sorridere - Fassino soddisfatto, Bondi gongola. Cesa e Ferrero sostengono che i risultati dimostrano come il sistema bipolare non convinca. I candidati vincitori naturalmente esultano, ma anche gli sconfitti trovano piccole soddisfazioni a cui aggrapparsi. La solita “sceneggiata all’Italiana”. I politici giocano per loro stessi e se ne fregano delle reali motivazioni del voto. Ma cos’è successo davvero?
Bisogna partire da una premessa necessaria e non banale. Nelle Elezioni Regionali 2005 il Centrosinistra vinse 11 Regioni a 2, ma ci ricordiamo il periodo? Eravamo reduci da quattro anni di malgoverno ad personam Berlusconiano - strano come la storia si ripeta - la gente era esausta e per qualunque motivo si votasse Berlusconi perdeva, anzi, subiva vere debacles. Negli anni successivi il Centrosinistra è riuscito in un’impresa straordinaria, rianimare un corpo politicamente morto. L’allegra compagnia ha offerto tutte le spalle possibili a Papi Silvio, facendosi fregare ancora.
Il “nuovo” Berlusconi inventa il secondo Partito-azienda in 14 anni e con il Pdl vince le elezioni del 2008. Attraverso il suo impero mediatico agguerrito come non mai continua a “rimbambire” il pubblico. Gli Italiani, in preda ad un’amnesia generalizzata, sono nuovamente disponibili a farsi “inc..are” - citando l’eccezionale monologo di Luttazzi regalatoci nella serata di Raiperunanotte e linkato sopra l’articolo. Così a queste Elezioni la gente non arriva stremata come nel 2005. Stavolta non sono ancora abbastanza le leggi ad personam, non è abbastanza il nulla fatto per l’Italia e il pensare ai propri interessi invece che a quelli dell’Italia. Oltretutto di fronte c’è una coalizione, e in particolare un Pd, nel panico, che dopo aver regalato una seconda giovinezza a Papi Silvio non ha ancora capito cosa fare “da grande”.
Campania e Calabria passano al Centrodestra. Sono Scopelliti e Caldoro ad aver attratto fortemente l’elettorato o piuttosto è il Centrosinistra che si è procurato due clamorosi autogol candidando il Presidente uscente Loiero in Calabria e De Luca in Campania? Dopo i ripetuti scandali della banda Bassolino e dell’entourage Loiero era proprio necessario ripresentare due personaggi “ambigui”? In Puglia vittoria di Nichi Vendola. Un Presidente di Centrosinistra uscente osteggiato all’estremo dal gotha Pd, costretto a rivincere le Primarie e oggi riconfermato, incoronato da una folla festante. E’ un trionfo personale di Vendola e indirettamente un’altra sconfitta dell’establishment Democratico. In Piemonte e Lazio è prevalso per una manciata di voti il Centrodestra. A proposito di queste due Regioni è interessante notare un tratto comune che certifica il sorpasso di Polverini e Cota ai danni di Bonino e Bresso. Nelle metropoli Roma e Torino vince il Centrosinistra, mentre nella provincia - che risulta alla fine decisiva - vince il Centrodestra. Forse gli “esperti” sapranno spiegarci qualcosa in più su questa differenza di voto netta tra “centro” e “periferia” e sul fatto che soprattutto il Pd scompaia fuori dalle mura cittadine.
Dati sparsi sui Partiti. Il Pdl in costante calo fino al 26%, a discapito di una crescita inarrestabile di una Lega che sfiora il 13% a livello nazionale, supera il Pdl in Veneto, lo tallona in Lombardia ed è pronto a chiedere il conto a livello Governativo. Dalla parte opposta un Pd che sembra senza prospettiva, ormai inchiodato immobile al 26%, al cospetto di un’Italia dei Valori in costante rafforzamento. Fuori dagli schemi il Movimento 5 Stelle di Grillo, oscurato completamente per mesi, che ora affiora prepotentemente sulla scena politica viste le affermazioni sorprendenti in Piemonte e in Emilia. Infine astensione record che sfiora il 40%, che ha occupato le dichiarazioni dei politici per due giorni, ma che ora a nessuno sembra importare più. Finisco di scrivere, alzo la testa e ritrovo la Finocchiaro che, appagata dal risultato, sorride e “flirta” con Bonaiuti sulle solite “riforme condivise”. E mi chiedo se sia possibile non imparare mai.


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Cos'è il signoraggio?

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E ormai consuetudine sentir parlare dellingente debito pubblico accumulato dal nostro Stato. Se ne parla così spesso che non ci facciamo neanche più caso, passa inosservato, sappiamo che cè e va bene così. Ma invece di lasciare tutto al caso proviamo a soffermarci un attimo sullargomento. Partiamo da una premessa logica, se cè un debito ci sarà per forza un creditore. Lo Stato, quindi noi tutti, a chi dobbiamo questi soldi? Non vi darò la risposta subito, vorrei prima analizzare un pò di fatti. Avete mai sentito parlare di signoraggio bancario? Se non ne avete mai sentito parlare è normale. Io ne sono venuto a conoscenza pochi giorni fa e incuriosito dallargomento mi sono documentato. Non se ne parla spesso sugli organi consueti dinformazione. Anzi, il signoraggio non viene quasi mai trattato, questo è un tema evitato volentieri. Ma credetemi, la scoperta dell’argomento vi lascia al dir poco spiazzati.
Iniziamo con un elemento che non si dovrebbe dare per scontato. Forse non tutti sanno che la Banca dItalia, o Bankitalia Spa, è una società per azioni, quindi privata e non gestita dallo Stato. I suoi azionisti sono banche, finanziarie, assicurazioni e solo per un misero 5% l’INPS, cioè un ente pubblico. E quindi a tutti gli effetti un ente privato e lo Stato, ribadisco, non ha nessun potere su di essa. La stessa cosa avviene in tutto il mondo. Un esempio è la BCE, la Banca Centrale Europea, formata da numerose Banche tra cui la sopracitata Bankitalia Spa. Questultima stampa le banconote di Euro che vengono poi messe in circolazione, mentre al contrario lo Stato conia le monete. Le banconote stampate hanno due valori. Uno nominale, cioè il valore di facciata impresso su di essa - ad esempio 100 Euro - e un valore intrinseco, cioè il costo supportato da chi lha emessa, compresi i costi per i materiali. Il costo di fabbricazione di una banconota si aggira intorno ai 30 centesimi per ognuna - che sia una banconota su cui viene stampato 5 Euro o 500.
In poche parole la Banca stampa le banconote e le presta allo Stato, attraverso una sorta di prestito con relativo interesse, senza alcun tipo di garanzia, ma con l’impegno che le verrà restituito il denaro in un futuro. Vi starete chiedendo a quanto viene prestata allo Stato, cioè a tutti noi cittadini, una banconota. La risposta è semplice: al suo valore nominale. Ad esempio 100 Euro costano allo Stato 100 Euro, che è il valore nominale della banconota, più un interesse che attualmente si aggira intorno al 4%. In totale 104 euro. La Banca per emettere quella stessa banconota ha speso 0,30 centesimi. Il suo guadagno è quindi di 103,70 Euro. Ecco, il signoraggio è proprio la differenza tra valore nominale e intrinseco, cioè il guadagno della banca su ogni banconota. Il debito pubblico deriva proprio da questo, la somma del denaro che lo Stato ha chiesto in prestito al mercato per coprire la mancanza di denaro che lo stesso Stato ha accumulato dalla Banca per far fronte alle spese.
Almeno sul debito pubblico il cerchio si chiude. Il creditore dello Stato sono le Banche, e noi siamo imbrigliati in una sorta di “usura” legalizzata. Ma perché mai facciamo stampare ai privati, pagando queste cifre esorbitanti della semplice carta, quando potremmo farlo noi, come del resto accade con le monete? Perché le Banche hanno in mano questo potere? Attualmente siamo indebitati fino al collo, ma se la Banca decidesse di riscuotere il suo prestito interamente, e subito, cosa succederebbe? Sono tutte domande sensate, ma la questione più importante da porsi è quando è iniziato tutto ciò?
(1/CONTINUA...)


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Buoni a nulla

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Son buoni a nulla. Il Centrodestra si muove nell’incompetenza. Hanno consegnato liste con firme irregolari e taroccate. Hanno consegnato liste in ritardo, dopo aver avuto mesi di tempo. Hanno provato a rimediare con un vergognoso decreto “ad listam” per essere riammessi. Un decreto che non modificava le norme vigenti in termini di Elezioni, ma che consigliava al Tar una nuova lettura del Codice normativo. L’obbrobrio normativo è stato firmato dall’accondiscendente Napolitano, sempre pronto ad offrire una spalla a Berlusconi nel momento del “bisogno” - “bisogno” che spesso non coincide con ciò che dice la Costituzione, vedi Lodo Alfano, ma vallo a spiegare al Presidente.
Già riammessi in precedenza Formigoni e Polverini, il Tar di Roma ha fatto invece notare come non potesse applicare questo decreto e ha respinto con decisione il ricorso del Pdl per la lista Laziale. In pratica le “menti” del Centrodestra hanno legiferato in fretta e furia un decreto che costituisce un’enorme stortura democratica e che all’atto pratico si è pure rivelato del tutto inutile. L’ultima risorsa per gli attori di questa farsa all’Italiana? Appellarsi al complotto. Dopo aver abbozzato una minima autocritica nei primi giorni dello scandalo Berlusconi e la truppa cammellata riversano la propria bile su Radicali, magistrati, prefetti, sinistra, Di Pietro, Mourinho, Manchester United, Rooney, Soliti Sognatori e via dicendo. Sto esagerando, ma non troppo.
La conferenza stampa di ieri di Berlusconi - nel video linkato l’ira del Premier verso un giornalista free-lance durante la conferenza - è un inno alla menzogna, è l’ultimo appiglio di una maggioranza incapace anche di farsi le leggi “ad hoc”. Fortunatamente la Repubblica ha ricostruito con precisione i fatti accaduti quella fatidica mattina. Berlusconi sostiene che non vi è stata “alcuna responsabilità riconducibile ai nostri dirigenti, alle ore 11 e 40 del 27 febbraio i rappresentanti di lista arrivano nella cancelleria dell’Ufficio elettorale con lo scatolone”. Il Premier aggiunge inoltre che Milioni e Polesi sono stati allontanati con la forza, che Radicali e magistrati hanno ostacolato il loro ingresso, creando una “gazzarra”. Secondo lui è stato poi impedito al responsabile elettorale Nazionale Pdl Abrignani alle 14 di depositare, anche con riserva, i documenti. Tra quest’ora e l’ora di consegna ai Carabinieri, secondo Berlusconi alle 17 e 40, “non sono esistite le possibilità di apporre modifiche alla documentazione”, parola di Silvio.
Vediamo ora cos’è accaduto davvero, secondo i verbali ufficiali delle forze dell’ordine. I rappresentanti non hanno presentato la lista nel termine delle ore 12 del 27 febbraio. La successiva cosiddetta “gazzarra” è conseguenza del fatto che i “geniali” rappresentanti del Pdl stavano tentando alle 12 e 30 di infiltrarsi tra i presentatori che avevano consegnato la documentazione in maniera corretta, fatto assolutamente ingiustificabile, e sono stati ovviamente allontanati. Alle 14 viene impedito il deposito ad Abrignani perché non ne aveva titolo e in ogni caso, lo ripetiamo, erano scaduti i termini di consegna. La superflua consegna ai Carabinieri non avviene alle 17 e 40, ma bensì alle 19 e 30. Nessuno ha la certezza che i documenti siano stati modificati o meno in quelle ore - dubbio che di per sé è già inaccettabile - o successivamente, dato che la documentazione è stata poi ripresentata dal Pdl all’Ufficio elettorale l’8 marzo - gesto tra l’altro senza alcuna valenza - quasi dieci giorni dopo la scadenza dei termini.
Sapete in ogni caso qual è la cosa più ridicola? Nello scatolone, che si è cercato di consegnare illegalmente durante tutto il 27 febbraio e recapitato infine alle 19 e 30, non c’erano i documenti indispensabili richiesti. Ma vi rendete conto? Incompetente e bugiarda, questa banda ora tenta di convincerci che è colpa di un complotto globale finalizzato ad escludere la lista Pdl dal Lazio - manco avessi detto “controllo del mondo”. Invece la colpa dell’esclusione, purtroppo per loro, è del mancato rispetto delle regole. Difficile accettarlo per chi è abituato a vivere facendo sempre come gli pare. Stavolta vedremo come se la caveranno.


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Arriviamo sempre dopo

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Credo che tutti o quasi abbiano visto almeno una delle decine di pubblicità di Sky sui nuovi televisori HD e Full HD. Oltre a Sky anche i negozi stanno pubblicizzando in modo assillante questa nuova ed eccezionale tecnologia, l’Alta Definizione. A tal punto che credo che chiunque se lo possa permettere abbia acquistato almeno uno di questi nuovi televisori che permettono di vedere i minimi particolari con un’elevata precisione. Anche i nostri cinema si stanno attrezzando con l’HD e con un sorround che nelle sale migliori è un 7.1. Ma se vi dicessi che l’HD è già vecchia e superata? Voi mi rispondereste che è normale perchè la tecnologia è in continua evoluzione. E avreste ragione. Ma se aggiungessi che è da considerarsi obsoleta già dal 2002? Ebbene sì, un minimo vi sorprendereste.
Il 17 maggio 2002 la Giapponese NHK ha presentato per la prima volta la Super High Vision, o Ultra Alta Definizione Video, che aveva già raggiunto una risoluzione impressionante, imparagonabile a ciò che siamo abituati a vedere, e “ammirare”, attualmente. La stessa tecnologia, con alcune migliorie, è stata ripresentata nel 2005 e in quella occasione un elevato numero di ospiti dell’Expo di Aichi in Giappone hanno potuto assistere a questo spettacolo sensazionale. Spettacolo che è stato riproposto al NAB2006 a Las Vegas nell’aprile del 2006. Tanto per chiarire meglio il concetto pensiamo ad esempio che quello che ci stanno spacciando come tecnologia di ultima generazione, cioè l’HD, ha una risoluzione di 1920x1080 pixel, mentre la Super High Vision può arrivare a 7680x4320 pixel. Tutti riusciamo a comprendere la notevole differenza. Ogni fotogramma dell’UHDV sarà quattro volte più alto e quattro più largo di uno in HD. E’ sensazionale anche che la tecnologia Ultra HD si appoggerà ad un nuovo tipo di sorround, il 22.2.
Chiudete gli occhi e immaginate un cinema con una Super Alta Definizione a 22.2. Al confronto i cinema di adesso sono paragonabili a dei televisori a tubo catodico in bianco e nero. La tecnologia in Giappone sarà pronta approssivativamente nel 2015, mentre in Italia ci metterà molto di più ad arrivare visto che stiamo iniziando solo ora a conoscere l’HD e le nostre tv, a parte il satellite Sky, non usano ancora tale formato. In Paesi come Giappone e Stati Uniti l’Alta Definizione viene utilizzata ormai normalmente da anni. Com’è possibile che arriviamo sempre dopo?


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I SOGNI DEL GIORNO

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Proiezione del film "War Photographer"

Oggi, Lunedì 20 settembre

Alle ore 21

In Cittadella, Aosta

 

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The Cambodian Room

 

Proiettato venerdì al MOUNTAIN PHOTO FESTIVAL

 
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Gli incontri degli amici di Beppe Grillo
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