E’ iniziata nel “migliore dei modi” la scalata che porterà il Premier, e forse tutta la nostra classe politica, verso l’immunità Parlamentare. E’ passato in tempi record il Ddl sul processo breve in Senato, che ora andrà in esame alla Camera. Un abominio che non aiutarà a ridurre i tempi processuali che assillano il nostro Paese, dato che il numero dei processi effettuati sarà esattamente lo stesso, con identico numero di avvocati, magistrati e giudici impegnati quotidianamente. La differenza è che migliaia di processi non arriveranno mai alla sentenza di primo grado. Il risultato sarà una quantità elevata di imputati impuniti e altrettante persone offese prive di giustizia. Questo cambiamento renderà se possibile il nostro sistema giuridico ancora peggiore. Non ci sarà alcun miglioramento, ma semplicemente una lenta distruzione della giustizia Italiana. La domanda che quindi ci dobbiamo porre è chi sarà favorito da questa legge? Come è ormai assurda consuetudine il Premier usufruirà di una legge di sua creazione, ma insieme a lui qualsiasi delinquente che ha commesso un reato che rientra in quelli inseriti nel Ddl potrà farla franca. Come al solito per salvare il “Boss”, la maggioranza rischia di fare un favore a decine di migliaia di criminali, sgretolando lentamente il nostro fragile sistema giuridico. Ma come se non bastasse questa è solo la prima delle frecce che la maggioranza ha pronte nella proprio faretra per far sì che Berlusconi eviti processi e relative sentenze. Si partirà con il lodo Alfano bis, che cercherà di rendere Costituzionale - e non so come questo sia possibile - una legge che è stato provato non avesse i parametri per esserlo. Se dovesse andare male anche questo tentativo, arriverà il disegno di legge congiunto tra Pdl e Pd: il “grande” ritorno dell'immunità parlamentare. E’ giusto soffermarcisi un attimo perchè nell'anonimato più totale si sta cercando di rendere nuovamente la classe politica immune da qualsiasi tipo di processo, per tutto il periodo del loro mandato Parlamentare. Nuovamente una decisione dei cittadini rischia di essere cancellata. Penso che tutti ricordino come lo scudo dell’immunità Parlamentare avesse portato ad uno dei periodi più bui della nostra Repubblica, Tangentopoli, con politici che, essendo liberi da qualsiasi controllo, rubavano, svuotavano le casse dello Stato e vivevano in mezzo alle tangenti. I cittadini avevano abolito l’immunità con un referendum vinto trionfalmente. Si voleva evitare che chi avesse in mano il potere e i soldi, fosse anche libero dal controllo giudiziario. Con il nuovo Ddl stanno cercando di riproporci di nuovo tutto questo. No grazie, l’abbiamo già passato. Come pensate che si comporteranno i nostri politici nel caso in cui l’immunità venga reintrodotta? Io ho un’idea ben chiara. E’ ora di dire basta, è arrivato il momento che si inizi a pensare un pò a noi cittadini.
Nel mio vagare su Internet stasera sono capitato su www.ilgiornale.it, versione on line del quotidiano diretto da Feltri e di proprietà della Berlusconi family. La mia attenzione si concentra su un lungo articolo dedicato a Di Pietro. Il leader dell’Idv viene descritto come un politico in un periodo buio. Ombre sul suo passato, velate accuse e illazioni sul presente suo e del partito di cui è a capo. Un attimo. Vengo assalito da una sorta di dejà vu. Feltri e Di Pietro, di nuovo, ancora. La loro storia d’amore/odio non è una novità dell’ultima ora, ma è un qualcosa che risale quantomeno a quindici anni fa. Mani pulite. Di Pietro è la punta, il leader trascinante del pool di Milano che sta distruggendo, giorno dopo giorno, il sistema di tangenti e corruzione che infanga la totalità della politica Italiana. Dalle colonne dell’Indipendente e dell’Europeo un direttore ruspante lo erge a eroe, ne incensa quotidianamente le lodi. E’ Feltri, il primo estimatore del Tonino Nazionale. Passano pochi anni, siamo nel 1996. Feltri è direttore de Il Giornale e ha in mano uno scoop. Alle porte della villa di Berlusconi si è presentato il costruttore D’Adamo, in grave crisi finanziaria, ma con una storia succulenta. Si autodefinisce un mediatore tra Pacini Battaglia e Di Pietro in una losca storia di tangenti. Secondo D’Adamo Pacini avrebbe versato 4 o 5 miliardi all’ex Pm per salvarsi dalle accuse giudiziarie. Feltri rispolvera quindi un’intervista vecchia di qualche mese del suo cronista Pasqualetto all’imprenditore Raggio che aveva già parlato di una mazzetta di Pacini, consegnata da tale Lucibello, a Di Pietro. Non esistono prove, ma il 23 dicembre è il giorno del primo titolo ad effetto “Dal Messico gravi accuse di Raggio a Di Pietro”. Da quel momento Il Giornale martella i lettori con rivelazioni quotidiane su D’Adamo, Raggio, Lucibello e misteriosi “tesori” di Tonino in Lussemburgo, Svizzera, Austria. Su Di Pietro è bufera, Berlusconi gongola. Il giornale di famiglia e il suo fidato direttore stanno demolendo l’immagine pubblica dell’ex eroe. Da castigatore dei corruttori l’ex Pm è ora passato ad essere un personaggio oscuro, un tessitore di trame eversive, e soprattutto un principe della corruzione lui stesso. Feltri scrive il 12 luglio 1997: “Lo chiamavano Madonna, e come ci si comporta con la Madonna? Le si portano i doni”. Sarebbe un’inchiesta giornalistica eccezionale, se non fosse per un piccolo particolare. E’ tutto completamente falso. 8 novembre 1997, arriva la più grande smentita della storia del giornalismo Italiano. Dopo due anni di accuse, a pochi giorni dall’elezione nel Collegio del Mugello che vede contrapposti Di Pietro e Ferrara, Feltri, invaso dalle querele, sconvolge i suoi lettori e il suo editore Silvio: “Caro Tonino, ti stimavo e non ho mai cambiato idea”. Pasqualetto, responsabile della maggior parte degli “scoop” su Di Pietro, scrive un pezzo fiume di autosmentita. La tangente non è mai esistita e l’ex Pm è “immacolato”. E la campagna de Il Giornale? Pasqualetto la definisce “una bufala”, “una ciofeca”, “una smarronata”. “Dissolto il grande mistero: non c’è il tesoro di Di Pietro”. Feltri dissolve il mistero creato da lui stesso. Berlusconi, sentendosi tradito, caccia il direttore. In Italia qual è il futuro di un giornalista che confessa di aver raccontato bugie per due anni? La direzione di altri quotidiani. Borghese, QN, e soprattutto Libero, da Feltri stesso creato e portato alla ribalta. In questi ultimi anni Di Pietro viene dapprima ignorato, poi attaccato in maniera proporzionale alla sua nuova inarrestabile popolarità. Ritorna ad essere il nemico numero uno. E quando Feltri viene incoronato nuovamente direttore de Il Giornale il leader Idv diventa il metro di paragone per gli avversari di turno, “..è come Di Pietro” è “l’accusa” quotidiana. Ora ricominciano le ombre, i sospetti, lanciati dalla banda di Feltri, ma onestamente come ci possiamo credere?
Sono mesi che siamo “violentati”, naturalmente dal punto di vista mediatico, dal tema influenza A. Per diverse settimane con cadenza quotidiana i telegiornali e i giornali ci avevano travolto con notizie di decessi, casi sospetti e complicazioni dovute alla misteriosa e inquietante malattia. Ancora oggi il sito dell'Ansa ci informa che il virus potrebbe colpire di nuovo, aiutato dal freddo, e che le vittime in Italia ammontano a 204 e nel mondo addirittura a 13700. Abbiamo subito una violenza psicologica costante immaginando dei virus giganteschi pronti a bussarci alla porta. Cercavano di convincerci che solo il vaccino miracoloso potesse bloccare questo pericolo. Oggi però la stessa Ansa, come la maggior parte degli organi d’informazione italiani, omette una notizia fondamentale. A Londra è accaduto ciò che ormai immaginavamo, ma che non avevamo le prove per affermare. Il Presidente Tedesco della Commissione Sanitaria del Consiglio d’Europa, e medico specialista in medicina polmonare, igiene e medicina ambientale, Wodarg accusa le case farmaceutiche di aver inscenato una “falsa pandemia”, che gli sarebbe fruttata svariati miliardi di euro grazie alla conseguente vendita del vaccino. Questa notizia, “stranamente” snobbata dai tradizionali media Italiani, sta invece facendo il giro del mondo tramite internet ed è stata riportata dal Daily Mail. Wodarg ha accusato le industrie farmaceutiche di aver influenzato la decisione dell'Organizzazione Mondiale della Sanità - inserendo propri uomini al suo interno - nel dichiarare la possibilità di una prossima pandemia. Inoltre prosegue affermando che le multinazionali del farmaco hanno accumulato “enormi guadagni” senza nessun rischio finanziario, a discapito dei Governi che hanno speso milioni per comprare vaccini contro un'infezione che in realtà era poco aggressiva - secondo uno studio medico reso noto poche settimane fa addirittura meno pericolisa delle normali influenze stagionali, e anche questa notizia è stata del tutto ignorata - prosciugando così i bilanci sanitari. Le case farmaceutiche, dopo aver allarmato i governi, li hanno così convinti a comprare e commercializzare vaccini del tutto inefficaci, esponendo milioni di persone al rischio di gravi effetti collaterali. Wodarg è riuscito ad ottenere dal Consiglio Europeo una commissione d'inchiesta che indagherà sulle case farmaceutiche per smascherare quello che descrive come “uno dei più gravi scandali sanitari del secolo”. Questa notizia giunge proprio nel momento in cui la maggior parte dei Governi del mondo sta cercando di sbarazzarsi degli inutili vaccini. Basti pensare che la Francia ha acquistato 94 milioni di dosi per una popolazione di 63 milioni di abitanti. Se Wodarg riuscisse a dimostrare la sua tesi verrebbe a galla una delle più rilevanti truffe mediatiche della storia. A quel punto gli organi d’informazione e il Ministero della Sanità dovranno darci qualche spiegazione e soprattutto farsi qualche esame di coscienza. Infatti, a parte la tesi e le accuse di Wodarg, non si capisce come mai un vaccino assolutamente superfluo sia stato acquistato in così elevate quantità, senza controlli accurati e opportuni da parte del nostro Ministero. L’unico fatto ormai lampante è che il nostro Governo sta tentando di proseguire la violenza mediatica, con lo scopo di vendere le dosi di vaccino avanzate, attutendo così la spesa. L’omissione della notizia delle dichiarazioni di Wodarg da parte di chi ci ha assillato.con la pandemia per mesi è un fatto ancora più inquietante. Noi in ogni caso continueremo a seguire la vicenda. Speriamo finalmente che la verità venga a galla.
Abbandonato il clima natalizio, ci ritroviamo subito di fronte alla cruda realtà. Lo sappiamo, siamo all'interno di una grave crisi. Le casse dello State sono vuote e il debito pubblico sta aumentando pericolosamente, è ormai fuori controllo. La nuova finanziaria ha tagliato fondi alla scuola pubblica, con un taglio record che supera i mille milioni di euro in cinque anni. E per chi non lo sapesse comunico che le tasse Universitarie annuali a Torino - esempio che vivo direttamente, ma che è rappresentativo dell'intera situazione Italiana - sono aumentate di circa 700 euro, proprio come conseguenza della cura Tremonti. In un modo o nell'altro chi ci rimette è sempre il cittadino. Giustamente le tasse sono un dovere civico che in ogni caso deve essere ottemperato, ma ciò che risulta inaccettabile è che le nostre tasse vengano utilizzate, tra gli altri scopi vergognosi, per finanziare i Partiti. La Corte dei Conti ha comunicato l'entità del rimborso delle spese elettorali ricevuto dai vari Partiti Italiani. Già di per sè questo fatto è scandaloso, visto che un referendum abrogativo nell'aprile del 1993 aveva abolito il finanziamento pubblico ai Partiti. Come succede spesso nel nostro Paese è bastato cambiare il nome, da “finanziamento” a “rimborso elettorale”, e come per magia il referendum è stato aggirato. La volontà popolare è stata aggirata. Ma un fatto ancora più rilevante è che la Corte dei Conti denuncia una grave abitudine dei nostri Partiti, che sono soliti gonfiare e falsificare le spese effettuate - una sorta di vero e proprio “falso in bilancio” - ricevendo in media circa quattro volte i soldi spesi. Insomma, per ogni euro speso ne ricevono quattro come rimborso. Per fare un esempio, i soldi spesi per le Elezioni del 2008 sono stati 110 milioni di euro e quelli rimborsati ammontano invece a 503 milioni - logicamente stiamo parlando sempre dei soldi di noi cittadini. La domanda che dovremmo porci è il perchè dobbiamo finanziare noi i Partiti, attraverso le nostre tasse. E soprattutto, perchè non si possono usare meglio questi soldi? Basti pensare che la somma dei rimborsi spese degli ultimi quindici anni ammonta circa a 2,2 miliardi di euro, serve aggiungere altro? Questa situazione ci spiega bene quanto la politica sia distante e poco interessata al pensiero e al benessere dei cittadini. L'ennesimo esempio di una decisione della popolazione aggirata senza farsi molti problemi di coscienza. Di questo passo siamo destinati a contare sempre meno, ci stiamo trasformando in una massa invisibile. La nostra Italia può cambiare, ma non con questa classe politica. Noi nel 2010 siamo ancora qua a sognare una situazione migliore, e voi?
Spese gonfiate e spese effettive dei Partiti Italiani:
- Il Pdl ha dichiarato spese per 16 milioni di euro e ne sono state accertate come effettive 650 mila; - L'Udc ha dichiarato spese per 4,8 milioni di euro e ne sono state accertate come effettive 22 mila; - La Sinistra Arcobaleno ha dichiarato spese per 2,5 milioni di euro e ne sono state accertate come effettive 12 mila; - L'Idv ha dichiarato spese per 1 milione di euro e ne sono state accertate come effettive 16 mila; - La Lega ha dichiarato spese per 800 mila euro e ne sono state accertate come effettive 270 mila; - Il Pd ha dichiarato spese per 425 mila euro e ne sono state accertate come effettive 398 mila.
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Finisce il 2009. Salutiamo un anno di certo non facile. La grave crisi economica, la politica di Governo non all’altezza, gli scandali della classe dirigente, dal malaugurato Berlusconi all’insospettabile Marrazzo, le false pandemie. I lutti di personaggi con cui siamo cresciuti, come il Re del Pop Michael Jackson, il Patrick Swayze di Ghost e Mike Bongiorno, e di figure “storiche” del nostro Paese, come Susanna Agnelli, Fernanda Pivano e Alda Merini. Le guerre che non finiscono e che continuano a mietere vittime, anche tra i militari Italiani. Le tragedie umane che hanno investito la nostra amata Italia, in particolare l’incidente alla stazione di Viareggio, l’alluvione di Messina e il terremoto dell’Abruzzo. Ma dato che i Sognatori guardano al futuro con speranza e fiducia ricordiamo anche qualche flash positivo dell’anno che si sta concludendo. La proclamazione del primo Presidente Afroamericano della storia degli Stati Uniti, Barack Obama, a cui è stato assegnato anche il Nobel per la Pace. Il film sognante The Millionaire che trionfa agli Oscar. Gli sportivi che ancora sanno regalare emozioni, Bolt, Federer o la squadra di calcio “da sogno” del Barcellona. E salutando il 2009 linkiamo una canzone, Domani, simbolo di ciò che noi Italiani sappiamo fare nei momenti di difficoltà. Gli Italiani, ognuno con i propri mezzi, si sono stretti vicino al popolo Abruzzese, in occasione del terribile terremoto. Se anche nella quotidianità mostrassimo quella forza solidale, quella moralità, quella partecipazione, probabilmente il nostro Paese svolterebbe davvero. Nei prossimi giorni pubblicheremo le classifiche annuali e decennali delle diverse categorie, dallo sport alla musica, e via dicendo. Continuate a leggere www.isolitisognatori.it e a guardare SognatoriChannel! Noi anche nel 2010 continuiamo a sognare, e voi? Nell’accogliere il nuovo anno, I Soliti Sognatori augurano a tutti i parenti, gli amici, i lettori un felice e sereno 2010!