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Cicchitto and company hanno cercato i “veri” colpevoli del grave episodio di cui è stato vittima il Presidente del Consiglio domenica scorsa. Per i sergenti del Pdl la psicosi di Tartaglia non era una spiegazione sufficiente. Non essendo lui iscritto ad alcun partito di sinistra è saltato il primo appiglio: i terroristi bolscevichi. E’ subentrata allora una tattica più subdola e inquietante. Responsabili di aver alzato i toni fino all’irreparabile momento, o meglio, “mandanti morali” - espressione utilizzata ad esempio da Castelli - del gesto folle sarebbero tutti coloro che hanno criticato le ambiguità di Berlusconi e le azioni del suo Governo. Quindi Di Pietro e il suo Partito, colpevoli di un’opposizione che si oppone troppo. Ma soprattutto “il terrorista mediatico” Travaglio, Santoro, Il Fatto, Repubblica e L’Espresso. Principalmente contro di loro è rivolto il vergognoso attacco di Cicchitto in Parlamento - il cui video è linkato. Giornalisti che lavorano con passione e serietà sarebbero coloro che “hanno armato la mano dello squilibrato”. Non solo, parallelamente va in atto l’attacco di Maroni alla Rete. Già due ore dopo l’accaduto il Ministro degli Interni sproloquiava sul ruolo di Facebook e dei blog e sulla volontà di programmarne un oscuramento, una censura. Sono nati su Fb gruppi pro Tartaglia - giusto chiuderli - ma esistono ad oggi siti fascisti, razzisti, negazionisti o gruppi che inneggiano a morti varie. Per Maroni sarebbero questi i luoghi da controllare o si cerca esclusivamente un modo per limitare la libertà d’espressione? Secondo il ragionamento di tali Ministri anche noi potremmo essere considerati “colpevoli” di aver alzato i toni fino a spingere il Tartaglia a quell’assurdo gesto? Io non accetto l’equazione critica/informazione/opinione = aggressione. Ciò che noi facciamo in Rete, o Santoro in tv, o Travaglio sui giornali, è informazione. Esprimere opinioni, anche forti, ma in maniera rispettosa, non è istigare violenza. Fortunatamente ho memoria e ricordo bene chi ha invece il vizio di alzare davvero i toni, metodicamente. Chi invece di aprirsi ad un confronto serio, basato su argomenti e fatti - e sottolineo fatti - preferisce insultare. Ad esempio per Berlusconi Prodi è “un leader d’accatto” (‘95), l’allora Presidente Scalfaro “un serpente, un traditore, un golpista” (‘95), gli esponenti del Centrosinistra “mentecatti, miserabili alla canna del gas” (‘00), gli elettori del Centrosinistra “coglioni” (‘06), i Ds “mandanti delle toghe rosse” (‘99), i giudici “come la banda della Uno bianca” (‘96), “matti, antropologicamente diversi dal resto della razza umana” (‘03). La Lega è da venti anni che ci insegna come pulirci il culo con il Tricolore e, anzi, i suoi Ministri - compreso proprio Maroni - cantano che “siamo Padani, abbiamo un sogno nel cuore, bruciare il Tricolore” (‘06). Bossi afferma come “l’inno dice che l’Italia è schiava di Roma, ma toh! (dito medio)” (‘09) e a proposito degli insegnanti ci suggerisce come “non possiamo più lasciare martoriare i nostri figli da gente che non viene dal Nord” (‘09). I V-Day e il No B Day sono “antipolitica” e “giustizialisti”, gli studenti che protestano sono “da centro sociale” (‘09), e dei sindacati “non se ne riconosce l’esistenza” (‘09). Nel tritacarne del Centrodestra sono finiti Senatori a vita, gay, immigrati, operai, registi, artisti, e via dicendo. Citazioni sparse che ci fan capire come coloro che oggi inneggiano “all’amore” dovrebbero guardare al proprio passato e rendersi conto che l’insulto e il dileggio han costituito il loro primario metodo di discutere. Attaccare chiunque la pensi diversamente - ad esempio usando allo sfinimento in tono dispregiativo il termine “Comunista”- è stata la regola del Centrodestra fino ad oggi. Invece di cercare “mandanti” che non esistono si colga la drammatica occasione per cambiare davvero il modo di porsi e di fare politica.
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carla
+3
é rivoltante pensare che a qualcuno possa venire in mente di censurare internet !!
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