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“Stavo tagliando un pezzo di legno, lo tenevo da qui a qui - indicando le estremità del tozzo di legname da incidere con la sega circolare - è stato un attimo, e la punta di medio e anulare volarono via.” Rick, falegname americano, era spaventato, il dolore era notevole, ma non fu quella la sua massima preoccupazione. “Non ho un’assicurazione, quanto mi costerà? Non ho abbastanza denaro per pagare in contanti, saranno almeno 3.000$, mi ci potrei comprare una macchina con quei soldi - Rick non ha una copertura sanitaria, l’ospedale gli ha proposto quindi di riattaccare il medio per 60.000$ o l’anulare per 12.000$, molto di più di ciò che aveva stimato - scelsi l’anulare ovviamente”. Questo piccolo stralcio di vita vissuta è tratto da Sicko di MichaelMoore (2007), film-inchiesta sul sistema sanitario americano che torna tremendamente di moda in questi giorni. Sabato 7 novembre in tarda serata è stato approvato, in Camera dei Rappresentanti, il progetto di legge per la Riforma del sistema sanitario. Data storica per gli americani. Si attendono tempi ancora lunghi per l’approvazione totale - la discussione ora deve passare al Senato - però il clima fiducioso creatosi attorno a Obama e compagni lascia più di qualche speranza nella risoluzione positiva della vicenda. Come funziona il sistema sanitario negli Stati Uniti? In breve, accanto agli organi pubblici Medicare e Medicaid che si occupano di assistenza di fasce bisognose come gli ultrasessantacinquenni o di quelle parti di popolazione a bassissimo reddito, esiste un sistema privato di assicurazioni. Si paga un premio in cambio di una copertura delle spese sanitarie. L’obiettivo del sistema Statunitense è la redditività, mentre in Europa l’obiettivo è l’offerta di assistenza universale. I due obiettivi non coincidono. Gli Usa sono i primi nei paesi OCSE in spesa sanitaria in rapporto al Pil - 16% sul totale - meno della metà è a carico del pubblico. Sobbarcarsi l’intera spesa sarebbe una soluzione impensabile secondo criteri di deficit pubblico. Il Presidente Obama quindi cos’ha proposto? Il fine della Riforma è quello di rendere universale il servizio mantenendo un regime di concorrenza nel settore privato. Si prevede la possibilità di un nuovo spazio di mercato assicurativo pubblicamente regolamentato, agevolando coloro che non possono permettersi l’assicurazione - ad oggi gli americani privi di assicurazione sono ancora circa 46 milioni. L’assicurazione rimane obbligatoria, similare a quella delle automobili. Secondo la Riforma i vantaggi esistono anche per chi possiede già un’assicurazione, le compagnie assicuratrici dovranno avere l’obbligo di non escludere alcun soggetto sulla base delle condizioni sanitarie pre-esistenti o emergenti durante la sottoscrizione del contratto. Non esisterà più un massimo di copertura delle spese. Tanti altri sono i punti nel progetto, ma già solo questi basterebbero per una svolta storica. Rick, il falegname del documentario di Moore, avrebbe solo da pensare al dolore e non alla parcella dell’ospedale.
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massimo
+1
Credo che il grande Obama dovrà sudare non poco per portare in porto una riforma efficace
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