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L'autogol di Di Pietro

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Negli ultimi anni Di Pietro ha assunto il ruolo di vero leader dell’opposizione Italiana. Lui, ex Pm, spirito da destra giustizialista, è diventato anima e simbolo di quella sinistra orfana di riferimenti. Hanno trovato rifugio nel suo Partito Pardi, Leoluca Orlando, Franco Grillini, oltre alle “nuove scoperte” De Magistris e Sonia Alfano. L’Italia dei Valori è cresciuta esponenzialmente, si è strutturata, è diventata credibile e forte soprattutto - ed è un caso straordinario in una politica imbolsita come quella nostrana - tra i giovani. E proprio grazie all’entrata di nuovi personaggi di spicco si sta lentamente staccando dall’immagine di Partito personale. Ma non è tutto rose e fiori per Di Pietro. In un Paese anormale come il nostro chi lotta davvero contro l’anomalia Berlusconi ne paga le conseguenze. Viene letteralmente preso di mira.
Abbiamo già parlato del “trattamento” riservatogli da Feltri, ma il direttore de Il Giornale non è l’unico a riservare “particolari” attenzioni all’ex Pm. Anche il terzista Corriere della Sera si è mosso ed ha attaccato duramente. Ha pubblicato una fotografia risalente al 15 dicembre 1992 in cui ad una stessa tavolata trovano posto Di Pietro e Bruno Contrada. Per chi non lo ricordasse Contrada è un ex funzionario del Sisde arrestato nove giorni dopo quella fatidica cena con l’accusa di concorso esterno in associazione di tipo mafioso. Dopo un altalenante percorso giudiziario - condanna in primo grado, assoluzione della Corte d’Appello, cancellazione della sentenza d’appello da parte della Cassazione, successiva conferma della sentenza di primo grado in Corte d’Appello -  fu condannato definitivamente in terzo grado nel 2007.
Contrada è chiaramente un personaggio oscuro, ma qual è la motivazione giornalistica che spinge il Corriere a dedicare prime pagine ed editoriali a quella fotografia, scattata in un momento in cui Di Pietro era un Pm e Contrada non ancora inquisito? Semplicemente quella che definirei “operazione fango”. Dai farfugli del Corriere della Sera si evince che quel funzionario dei Servizi Segreti potrebbe essere parte del “complotto” - tanto sostenuto dai Berluscones e dai Socialisti malinconici - di Mani Pulite, ordito da Di Pietro e utile a cancellare tutti i Partiti Italiani per far posto al Pci. Peccato che Contrada avesse rapporti con la Cia, non con il Kgb - sul Corriere si arriva addirittura a supporre, scadendo nel ridicolo, una Cia propensa a favorire il Pci. Si ricava anche che avere rapporti con Contrada, rivelatosi poi mafioso, potrebbe far supporre l’esistenza di certe amicizie “pericolose” per Di Pietro. Qualcosa di concreto? Nulla, ma nonostante ciò questo “fango” risulta utile in un periodo in cui Berlusconi è nominato da pentiti vari e da Ciancimino come referente politico per Cosa Nostra.
In un momento così complicato a Di Pietro non è perciò permesso sbagliare mossa. Tonino è invece incappato in un clamoroso autogol sulle Elezioni Regionali in Campania. Il Pd, abituato a Bassolino, non ha potuto che indicare come candidato “giusto” l’ex sindaco di Salerno, Vincenzo De Luca, rinviato a giudizio per reati quali associazione a delinquere, concussione e concorso in truffa. Non c’era proprio nulla di meglio? L’Idv si è dapprima giustamente opposta, poi ha tentennato. La mancanza di tempi e modi per proporre un'alternativa, il rischio di rimanere fuori dalle Elezioni ha fatto poi propendere per l’appoggio al candidato.
Il problema è che si poteva scegliere un modo differente per annunciare la candidatura, cercando di far digerire l’amara tattica da “Realpolitik” ai propri elettori. Invece si è scelta l’investitura popolare al Congresso dell’Idv. Ovazioni per De Luca - nel video linkato parte del suo intervento al Congresso - abbracci, virtuose promesse di dimissioni in caso di condanne. Insomma, roba da Pdl. Una sceneggiata del genere ad opera di coloro che hanno fatto della battaglia per la legalità e la moralità il loro primo principio è lo spot migliore per i sostenitori del “tanto sono tutti uguali”. Non ne sentivamo proprio il bisogno.

Commenti

avatar André, Ale, Vittoria
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Noi personalmente siamo rimasti delusi per una decisione che non capiamo e non condividiamo !!...
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avatar Federico
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scelta veramente sbagliata e che Di Pietro pagherà sia in termini di credibilità che di voti. era difficile fare peggio.
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avatar pietro
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io sono rimasto sconcertato dalla scelta dipietrina... predicare più che bene, ma in quanto a razzolare...
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