La libertà d’informazione in Italia è assente. Inutile cercare appigli in piccole sacche di resistenza giornalistica, nell’azione stoica, audace dei Travaglio, dei Santoro e delle Gabanelli. Il loro coraggio non cancella la situazione generale. La libertà d’informazione è non avere paletti dall’alto, non essere assoggettato, minacciato e indirizzato dai “poteri forti”, è poter indagare incondizionatamente su ciò che interessa la comunità. Libertà d’informazione è azzannare lo scandalo - e in Italia ce ne sono più che in un qualunque altro Paese occidentale - analizzarlo con la volontà di comunicarne i dettagli all’opinione pubblica. Ma noi siamo un Paese anomalo, così l’indagine giornalistica si fa minuziosa e coraggiosa quando bisogna parlare di Alberto Stasi, di politici semisconosciuti e di personaggi di secondo piano, ma scompare nel momento in cui bisogna trattare Berlusconi, Dell’Utri, Mastella, e via dicendo. Un tempo si diceva “forte con i deboli e debole con i forti”. Oggi preferisco utilizzare l’espressione coniata da Grillo per ritrarre il maggiordomo Vespa, “Chi striscia non inciampa”.
Accade così che il giudice Mesiano, dopo anni d’indagini, condanni Fininvest e Berlusconi a risarcire con 750 milioni di euro De Benedetti per il fatto che Berlusconi gli aveva scippato la casa editrice Mondadori grazie ad una sentenza di una giuria corrotta da Papi Silvio stesso. Roba non da poco, mi pare. Qualcuno ha visto puntate di Porta a Porta dedicate alle motivazioni della sentenza o all’analisi delle prove? Prime pagine de Il Corriere della Sera che parlano dei motivi di questa condanna? Il mondo dell’informazione ha paura del Papi Padrone. In che altro Stato a finire sotto accusa, dopo una sentenza del genere, è il giudice e non il CapodelGoverno-CapodiMediaseteFinivest-corruttore?
La mazzata squadrista arriva dal talk mattutino Mattina 5. Va in onda un vergognoso, ignobile servizio in cui il giudice Mesiano è seguito di nascosto e ridicolizzato per alcune “stravaganti” abitudini. Calzini turchese, sigarette e barbiere. Servizio inquietante nella sua assoluta insensatezza giornalistica. Dopo il fascismo mediatico ecco il pedinamento mediatico e l’avvertimento mafioso mediatico. Fortunatamente la polemica è divampata, e stavolta i giornalisti di Mediaset hanno lievemente alzato la testa protestando attraverso un comunicato contro la linea editoriale dell’azienda. Brachino - responsabile della trasmissione - ha abbozzato delle scuse. Può essere un piccolo inizio, ma la sostanza attuale non cambia.
Ecco perché non mi sorprendo quando il pomeriggio del 20 ottobre leggo che nella classifica sulla libertà di stampa 2009 di “Reporter senza frontiere” l’Italia è al 49esimo posto, in costante discesa - era al 44esimo nel 2008 e al 35esimo nel 2007. A giustificare questo continuo regresso - si legge nel rapporto Rsf - “le pressioni esercitate dal Cavaliere ed il suo aspro interventismo, le violenze della mafia nei confronti dei giornalisti, oltre che un progetto di legge che ridurrebbe drasticamente la possibilità di pubblicare le intercettazioni telefoniche da parte dei media”. “Siamo molto preoccupati per la situazione della libertà di stampa in Italia. E’ in corso una vera deriva - spiega il segretario di Rsf - legata innanzitutto al conflitto di interessi del Capo del Governo. In particolare l’elemento nuovo registrato quest’anno è l’atteggiamento aggressivo di Silvio Berlusconi nei confronti dei media”. Aggiungiamoci poi che nella classifica 2009 sulla libertà d’informazione stilata da Freedom House siamo addirittura al 73esimo posto - tra Benin e Tonga - e considerati uno Stato “Parzialmente libero” e abbiamo una vaga idea di come siamo visti all’estero. Da Soliti Sognatori non ci rimane che pensare ad un futuro diverso.
Anch’io ho il calzino turchese (solidarietà al giudice Mesiano).
Commenti
come palco per il suo squallido e datato avanspettacolo !!!!
CAVALIERE?!?! e de che ?..........
Amo il turchese .
TURCHESE ,
Ho visto quel servizio ignobile . Ero incredula , pensavo di essere su SCHERZI A PARTE !!!!!!!!!!!!!!!!!
Ci stanno provando,ma noi giovani dobbiamo prenderci lo spazio che ci spetta e che ci è attualmente precluso ....C'è sempre qualcuno da pensionare di destra ,di centro ,o di sinistra che ci vuol rappresentare . Basta , è il nostro momento
Giovani si , GIOVANILISMO NO.......non se ne può più
Turchese sì .
bravi, avanti tutta!!
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