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Son buoni a nulla. Il Centrodestra si muove nell’incompetenza. Hanno consegnato liste con firme irregolari e taroccate. Hanno consegnato liste in ritardo, dopo aver avuto mesi di tempo. Hanno provato a rimediare con un vergognoso decreto “ad listam” per essere riammessi. Un decreto che non modificava le norme vigenti in termini di Elezioni, ma che consigliava al Tar una nuova lettura del Codice normativo. L’obbrobrio normativo è stato firmato dall’accondiscendente Napolitano, sempre pronto ad offrire una spalla a Berlusconi nel momento del “bisogno” - “bisogno” che spesso non coincide con ciò che dice la Costituzione, vedi Lodo Alfano, ma vallo a spiegare al Presidente. Già riammessi in precedenza Formigoni e Polverini, il Tar di Roma ha fatto invece notare come non potesse applicare questo decreto e ha respinto con decisione il ricorso del Pdl per la lista Laziale. In pratica le “menti” del Centrodestra hanno legiferato in fretta e furia un decreto che costituisce un’enorme stortura democratica e che all’atto pratico si è pure rivelato del tutto inutile. L’ultima risorsa per gli attori di questa farsa all’Italiana? Appellarsi al complotto. Dopo aver abbozzato una minima autocritica nei primi giorni dello scandalo Berlusconi e la truppa cammellata riversano la propria bile su Radicali, magistrati, prefetti, sinistra, Di Pietro, Mourinho, Manchester United, Rooney, Soliti Sognatori e via dicendo. Sto esagerando, ma non troppo. La conferenza stampa di ieri di Berlusconi - nel video linkato l’ira del Premier verso un giornalista free-lance durante la conferenza - è un inno alla menzogna, è l’ultimo appiglio di una maggioranza incapace anche di farsi le leggi “ad hoc”. Fortunatamente la Repubblica ha ricostruito con precisione i fatti accaduti quella fatidica mattina. Berlusconi sostiene che non vi è stata “alcuna responsabilità riconducibile ai nostri dirigenti, alle ore 11 e 40 del 27 febbraio i rappresentanti di lista arrivano nella cancelleria dell’Ufficio elettorale con lo scatolone”. Il Premier aggiunge inoltre che Milioni e Polesi sono stati allontanati con la forza, che Radicali e magistrati hanno ostacolato il loro ingresso, creando una “gazzarra”. Secondo lui è stato poi impedito al responsabile elettorale Nazionale Pdl Abrignani alle 14 di depositare, anche con riserva, i documenti. Tra quest’ora e l’ora di consegna ai Carabinieri, secondo Berlusconi alle 17 e 40, “non sono esistite le possibilità di apporre modifiche alla documentazione”, parola di Silvio. Vediamo ora cos’è accaduto davvero, secondo i verbali ufficiali delle forze dell’ordine. I rappresentanti non hanno presentato la lista nel termine delle ore 12 del 27 febbraio. La successiva cosiddetta “gazzarra” è conseguenza del fatto che i “geniali” rappresentanti del Pdl stavano tentando alle 12 e 30 di infiltrarsi tra i presentatori che avevano consegnato la documentazione in maniera corretta, fatto assolutamente ingiustificabile, e sono stati ovviamente allontanati. Alle 14 viene impedito il deposito ad Abrignani perché non ne aveva titolo e in ogni caso, lo ripetiamo, erano scaduti i termini di consegna. La superflua consegna ai Carabinieri non avviene alle 17 e 40, ma bensì alle 19 e 30. Nessuno ha la certezza che i documenti siano stati modificati o meno in quelle ore - dubbio che di per sé è già inaccettabile - o successivamente, dato che la documentazione è stata poi ripresentata dal Pdl all’Ufficio elettorale l’8 marzo - gesto tra l’altro senza alcuna valenza - quasi dieci giorni dopo la scadenza dei termini. Sapete in ogni caso qual è la cosa più ridicola? Nello scatolone, che si è cercato di consegnare illegalmente durante tutto il 27 febbraio e recapitato infine alle 19 e 30, non c’erano i documenti indispensabili richiesti. Ma vi rendete conto? Incompetente e bugiarda, questa banda ora tenta di convincerci che è colpa di un complotto globale finalizzato ad escludere la lista Pdl dal Lazio - manco avessi detto “controllo del mondo”. Invece la colpa dell’esclusione, purtroppo per loro, è del mancato rispetto delle regole. Difficile accettarlo per chi è abituato a vivere facendo sempre come gli pare. Stavolta vedremo come se la caveranno.
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pietro
+1
Incapaci e patetici.
Che disgusto e che rabbia se solo penso a quanto costa ,in termini di soldi al nostro paese una classe politica ( tutta ,nessuno escluso) inetta ed sempe più vorace.
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Che disgusto e che rabbia se solo penso a quanto costa ,in termini di soldi al nostro paese una classe politica ( tutta ,nessuno escluso) inetta ed sempe più vorace.