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Un Inceneritore per Natale

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Pubblichiamo volentieri un comunicato degli amici del Comitato Rifiuti Zero Valle d’Aosta. Questo Comitato aveva lottato duramente contro la costruzione di un inceneritore ad Aosta - problema di grande attualità che riguarda diverse zone d’Italia - riuscendone a bloccare il progetto. Ma la questione è più che mai aperta:

Era uscito dalla porta e ora, più piccolino ed un po’ truccato, tenta di rientrare dalla finestra. Non è la Befana, né Babbo Natale, ma un amaro “regalo” di Natale…
La Giunta Regionale ha approvato ieri una delibera che modifica sostanzialmente la scelta del trattamento finale dei rifiuti per la Valle d’Aosta, nonostante venga presentata in continuità con la delibera precedente. La soluzione verrà infatti ricercata “fra i sistemi innovativi…che permettano di trattare il rifiuto valorizzandone la componente energetica attraverso impianti di pirolisi e gassificazione”. Verrà quindi probabilmente costruito un piro-gassificatore, in altre parole trattamento a caldo, ovvero una sorta di Inceneritore! Il quale però più che rilasciare le sostanze inquinanti in atmosfera ne trasferisce l’impatto sulle scorie, dove vanno a concentrarsi la maggior parte delle sostanze tossiche. Le scorie diventano quindi rifiuti pericolosi e dovranno essere smaltite in discariche per rifiuti speciali con dei costi molto elevati, altrimenti vi sarebbe il rischio di contaminare le falde acquifere.
Quest’opzione rappresenta quindi un sostanziale cambiamento rispetto alla delibera precedente che parlava di “tecnologie innovative per la realizzazione di impianti di pretrattamento finalizzati alla produzione di CDR di qualità, da destinare alla valorizzazione energetica”. Gli impianti per la produzione di CDR, se si esclude il THOR (ancora sperimentale e mal funzionante) sono i trattamenti meccanico-biologici (TMB), ovvero i trattamenti a freddo, i quali separano la frazione organica dei rifiuti (dal quale si produce del compost, eventualmente producendo biogas) dalla frazione secco-leggera. Da quest’ultima vengono poi recuperate ancora tutta una serie di materiali e dal residuo finale si può produrre il CDR-Q, il quale può essere a sua volta avviato a valorizzazione energetica, con dei bassi profili emissivi di sostanze inquinanti.
La piro-gassificazione rappresenta invece una marcia indietro su tutti i fronti rispetto alla direzione presa in precedenza: dal punto di vista ambientale, dal punto di vista dell’affidabilità e dal punto di vista economico. Passiamo infatti da un trattamento a freddo ad un trattamento a caldo, da una tipologia di trattamento consolidata e diffusa in tutta Italia ad una tipologia nuova ed ancora poco collaudata (in Italia esiste ad oggi un solo impianto funzionante), da u trattamento tutto sommato economico ad un trattamento molto più costoso, circa il doppio (all’incirca 100 milioni di euro rispetto a 45 milioni per un TMB).
Nonostante ciò questa soluzione è comunque decisamente migliore rispetto al vecchio piano della Regione che prevedeva di bruciare non solo i nostri rifiuti, ma anche tutta la discarica di Brissogne attraverso il cosiddetto Inceneritore “di bocca buona”. Vogliamo inoltre sottolineare come l’impegno di condivisione e collaborazione assunto dalla nuova amministrazione dopo le passate discussioni sull’inceneritore sia stato totalmente disatteso. Non vi è stato alcun dibattito, né con la popolazione, né con le associazioni. Nell’Osservatorio Regionale dei Rifiuti, il luogo dove sarebbe dovuta avvenire la discussione secondo l’Assessore Zublena, non si è mai parlato di impianti per il trattamento finale dei rifiuti e la decisione è nuovamente piovuta dall’alto all’improvviso.
Infine, siccome gli impianti di piro-gassificazione richiedono un’umidità costante (che è resa instabile dalla presenza dei rifiuti organici) rimarchiamo l’importanza di raccogliere la frazione organica porta a porta, anche laddove non sia possibile il compostaggio domestico, ed invitiamo i cittadini a firmare la petizione per un centro di compostaggio che il Comitato sta portando avanti, purtroppo l’unica forma di “dialogo” che è possibile utilizzare per poter discutere di certi problemi in Valle d’Aosta. Potete scaricare la petizione sul nostro sito:
http://rifiutizerovda.altervista.org/                                                                  
Siccome questa delibera rappresenta per ora un indirizzo e non è stata specificata la tipologia specifica di trattamento che sarà utilizzato, né i volumi e la tipologia di rifiuti che verranno trattati, le nostre argomentazioni rimangono di carattere generale e ci riserviamo di presentare dei dati e delle critiche più specifiche nel corso delle procedure di evidenza pubblica, quando lo scenario complessivo sarà meglio delineato.

Il Comitato Rifiuti Zero VdA

Commenti

avatar manuel
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E' il solito sistema. Una cosa non piace? E' inquinante? Pericolosa? Immorale?
No problem.
Le cambiamo nome e tutto si sistema...
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avatar Laura
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In questi giorni Aosta invasa dai turisti ci ricorda quale grande risorsa è e potrà essere in futuro la salvaguardia dell'ambiente .
come si può pensare di costruire uno di quegli orridi ed obsoleti aggegi e spacciarsi come regione con natura incontaminata ?
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