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Povero Milan

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Mercoledì al gol del 3 a 0 di Park mi sono chiesto dove fosse finito il mio vecchio Milan, quello che comandava in Europa ed era l’incubo delle squadre straniere. Pensavo realmente di aver toccato il fondo, invece ieri mi è toccato leggere anche le parole del nostro (ex)Presidente. “Piango e metto anche il grano” e “ho spento la tv sul 2 a 0”. Basta, noi tifosi rossoneri, quelli veri e non i prezzolati della Curva Sud - cara e vecchia Fossa dove sei? - non ne possiamo più di quest’uomo. Le uscite di Berlusconi possiedono ormai peculiarità ben precise: fuori luogo, false e in grado di far saltare i nervi ad ogni singolo tifoso milanista.
Nemmeno un mese fa l’accusa infelice al povero Leonardo, incapace secondo il Capo di far rendere al meglio la rosa del suo Milan. La stessa accusa mossa a Carlo Ancelotti dodici mesi fa, col risultato finale del suo siluramento a fine stagione. Inutile aggiungere che Carletto è in testa alla Premier League con il Chelsea, segno che l’incapace non era lui, ma piuttosto il Presidente col tacco. Avanti invece con le critiche a Leo che avrà anche le sue colpe - chi l’ha strappato però dalla scrivania per risparmiare un ingaggio di un mister nuovo? - ma che ha dovuto affrontare il Manchester United di Ferguson con “niente di meno che” gente del calibro di Jankulovsky, Abate, Favalli, Borriello, Dida e via dicendo. Gente che con la Champions League c’entra davvero poco.
In realtà noi tifosi rossoneri sappiamo bene che l’unico colpevole di questa disfatta - perché di crollo e di fallimento si tratta - è Silvio, responsabile numero uno del nostro ridimensionamento e delle nostre sempre più frequenti umiliazioni - in quattro partite con Manchester e Inter si è registrato un clamoroso parziale di 13 a 2. Berlusconi nonostante sia il terzo uomo più ricco d’Italia e il 78esimo nel mondo - patrimonio di circa nove miliardi di euro, con un ottimo attivo di due miliardi rispetto al 2009 - non scuce un Euro per questa squadra ormai da anni. I primi segni di logoramento di una squadra storica c’erano stati nell’anno post-Calciopoli in cui i ragazzi, con sette partite eccezionali, avevano trionfato in Champions League, mascherando così la debacle in Italia e le distanze siderali dalla testa della classifica.
Si parlava di Dna Milan, di una squadra “ad hoc” per l’Europa, ma in realtà un campionato è molto più obiettivo e attendibile per poter giudicare l’effettivo valore di una squadra, rispetto a 630 minuti - di cui ho sempre nel cuore i 90 contro lo United a San Siro - in cui tutto andò per il verso giusto. Tutti a sperare che quel successo ridesse slancio alla passione ormai svanita del Presidente. Era chiaro che quella squadra dovesse essere rinforzata con gente giovane di talento. Purtroppo, anziché potenziare e rinnovare l’organico, i dirigenti hanno preferito dire che la loro “casa” era l’Europa e che non esistevano atleti migliori di quelli rossoneri. In compenso abbiamo visto partire il pupillo e futuro capitano Kakà. Il Milan è andato quindi incontro a un inesorabile declino che l’ha portato a un impoverimento tecnico della rosa impressionante, associato ad un progressivo invecchiamento.
Prima Ancelotti e oggi Leonardo sono stati i traghettatori di una barca che ormai fa acqua da tutte le parti. Con il Manchester United non c’è stata partita, come due anni fa con l’Arsenal di Fabregas e Adebayor, come con i cugini nerazzurri da cui prendiamo schiaffi ormai da anni - quest’anno un parziale di 6 a 0. Bisogna essere degli inguaribili ottimisti o dei Presidenti falsi - e con un passato da nerazzurro - per non notare il declino e la fine ingloriosa della nostra vecchia amata squadra. Le prese in giro ai tifosi ormai non si contano più. Mi passano per la testa la sceneggiata dello scorso gennaio per la conferma di Kakà, la telefonata - mai esistita - per convincerlo a rimanere quest’estate - stranamente in periodo di elezioni - le accuse ingiuste ai mister, la ridicola uscita estiva sul grande acquisto “Zigone”. Per non parlare del fido Galliani.
(1/CONTINUA...)

Commenti

avatar il tifosissimo
-1
 
 
Mai parole furono dette piu fuoriluogo...
non esiste calcisticamente parlando, dopo la sconfitta con il manchester, un diretto accostamento con il nostro Presidente Silvio Berlusconi. Facile a dirsi "Berlusconi non tira fuori i soldi e non vinciamo piu". Se a fine anno il milan dovesse mai vincere il campionato forse vendere Kaka per valorizzare Ronaldinho, fin'ora 9 gol e 15 assist(tutti decisivi), solamente due anni piu vecchio, è da considerare una bella operazione.
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