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Uno Stato libidinoso

POLITICA (NON) PULITA



Assistiamo quotidianamente alle indecenze di coloro che invece di rappresentarci e governarci rubano, fanno i loro comodi o se la “spassano” con i nostri soldi. Uno degli aspetti che ultimamente salta agli occhi negli scandali che coinvolgono i nostri politici è quello sessuale. Sono convinto che chiunque - politici compresi - abbia diritto alla propria privacy. Sono altrettanto convinto che nel caso in cui si parli dei vizi e dei reati di personaggi dello spettacolo - Lapo Elkann e Morgan, per fare due nomi - si tratti di gossip, spesso invasivo, buono per le copertine di Chi e gli editoriali del Signorini di turno. Ma quando si tratta dei nostri politici non possiamo ignorare alcuna “mignotta” e alcuna striscia di coca e non possiamo permetterci di classificare tali notizie nella categoria gossip. Chi assume un ruolo pubblico decide di assumersi precise responsabilità e non può permettersi cadute, grossolani “errori” o imperdonabili “vizi”.

Il precursore dei recenti scandali sessuali è l’insospettabile Sircana. Durante l’inchiesta di Vallettopoli del marzo 2007 veniamo a conoscenza di foto che ritraggono il portavoce di Prodi mentre parla dalla sua auto con un trans, abitudine quantomeno evitabile. Nel luglio 2007 il Deputato Udc Cosimo Mele vive invece una nottata di follia tra coca e prostitute, alla fine della quale una delle sue compagne di baldoria viene ricoverata per un malore conseguente al mix di alcool e droga. Viene aperta un’inchiesta a suo carico per detenzione e uso di sostanze stupefacenti. Mele si dimette dal Partito, ma conclude comunque la legislatura. Essendo un personaggio di secondo piano, e dunque facilmente sacrificabile, non viene ricandidato in alcuna forza politica. Passano due anni e invece troviamo implicato in uno scandalo sessualpolitico il Capo.

Berlusconi si deve destreggiare tra Noemi, aspiranti veline, escort. Tra Palazzo Grazioli e Villa Certosa si ripetono feste private con Apicella alla chitarra, Signorini ad osservare e politici stranieri a “godere” delle bellezze al servizio. Berlusconi promette alle “ospiti” candidature, appalti, apparizioni in fiction, ma il tutto, una volta scoperto, viene liquidato dai giornalisti servitori come banale gossip. Per giustificare la presenza di ragazze a pagamento Ghedini conia inoltre per Papi Silvio, ignaro della loro reale natura secondo l’avvocato, la straordinaria definizione di “utilizzatore finale”. Nel migliore spirito bipartisan è coinvolto in uno scandalo sessuale anche un esponente di spicco del Centrosinistra, Piero Marrazzo. Scopriamo nell’ottobre scorso che Marrazzo viene ricattato per le sue “losche” abitudini, sesso a pagamento con trans e contorno di cocaina. Il Presidente del Lazio ha quantomeno il buon senso di dimettersi.

Arriviamo all’ultimo “vizioso”, il Capo della Protezione Civile Bertolaso. Politico, amministratore, tecnico? Bertolaso ora è soprattutto indagato in un’inchiesta di cui siamo venuti a conoscenza in questi giorni, in cui si parla di appalti gonfiati e truccati, di protezioni politiche e di una rete intricata di conoscenze e mazzette. E auto di lusso, orologi e “massaggi” al centro Sport Salaria di Roma. Ci parlano di fisioterapiste professionali, ma non siamo tutti fessi. Le “ripassate” - secondo la definizione del buon Guido - alla mitica Francesca o il festino notturno con la carioca Monica non sono solo sfizi che Bertolaso si toglie grazie all’imprenditore - e grande protagonista degli appalti - Anemone, ma sono ingranaggio del “sistema”. Bertolaso, come tutti i politici viziosi, è ricattabile, debole e in debito verso gli “amici” generosi nel procurargli tale “piacere”.

In questo Paese non esiste più il senso di vergogna e invece di sotterrarsi, una volta scoperti, i nostri politicanti alzano il tiro e contrattaccano. Lo stesso Bertolaso, dopo le iniziali dimissioni - ovviamente respinte da Berlusconi - attende lo sviluppo delle indagini alzando la voce. Spero che prima o poi anche la gente alzi la voce.

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