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Abbiamo ancora negli occhi le migliaia di studenti che si sono riversati nelle piazze Italiane pochi giorni fa per protestare contro la nuova finanziaria, la nuova riforma e l’imponente taglio alla scuola pubblica, con conseguente forte spinta alla privatizzazione universitaria. L’elevato numero di studenti presenti alle manifestazioni dovrebbe far supporre l’esistenza di un malcontento generale all’interno degli enti scolastici. Ma la Ministro dell’Istruzione Maria Stella Gelmini, invece di ascoltare l’urlo delle centinaia di migliaia di giovani ed aprire un dialogo per capire le loro esigenze, i loro problemi, le difficoltà che devono affrontare quotidianamente, li ha classificati subito come ragazzi dei centri sociali, con il vano intento di screditarli. Ricordiamo che la signora Ministro è pagata per gestire nel migliore dei modi la scuola - cioè gli studenti, coloro che erano in piazza - ma questo sembra essere diventato un dettaglio irrilevante per lei. La Gelmini sembra aver avuto una vera e propria illuminazione divina quando, intervistata venerdì 20 novembre a Uno Mattina, ha spiegato come bisogna agire per risolvere la situazione di crisi. La Ministro ha dichiarato sicura che non bisogna protestare, ma si devono comprendere i problemi e offrire le soluzioni. Ma grazie Ministro, l’avevamo capito tutti. Non era per questo che gli studenti protestavano? Perché hanno bisogno di cambiamenti, di novità, perché la situazione è insostenibile e rischia di diventarlo sempre di più? La scuola Italiana è allo sbando e di certo questi tagli non l’aiutano. Oltretutto, quando sento la Gelmini chiedere agli studenti di offrire soluzioni, mi domando “ma allora lei cosa ci sta a fare”? Dovrebbe essere proprio lei a passare giorno e notte ad arrovellarsi il cervello per capire come migliorare lo stato della scuola Italiana. Vorrei sapere per cosa paghiamo la signora Gelmini se dobbiamo trovare da soli le soluzioni, a questo punto chiediamo che si faccia da parte e mettiamo al suo posto un qualunque ragazzo di 17 anni, no? Nel frattempo io provo a suggerire al Ministro una prima linea da seguire. Cominciamo a non prendere d’assalto la scuola pubblica ogni qualvolta ci siano dei tagli economici da fare, potrebbe essere un piccolo inizio. Se volete anche voi scrivere qualche soluzione per salvare la scuola pubblica fatelo pure, d’altronde la Ministro Gelmini - nel video linkato la Gelmini-Guzzanti intervistata da Travaglio - ha bisogno d’aiuto. Dobbiamo sostenerla perché da sola non è in grado di far nulla.
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