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Odio il Messaggio Multiplo

TUTTA LA VITA DAVANTI



Ormai finite le feste, rifletto sulle settimane appena trascorse e penso, bella invenzione il cellulare. Provate a tornare con la mente a quando non era ancora così in uso, e ora provate a pensare ad una vita senza. Impossibile forse. Per prova, qualche mese fa, sono stato senza cellulare per una settimana. E’ stata una bella sensazione perché gli amici - non dico le ragazze per evitare di sbilanciarmi - per cercarmi chiamavano a casa. Io spesso a casa non c’ero, ed ero quindi irraggiungibile. Trovarsi per caso in giro di persona diventava quasi una festa. Senza il cellulare incontrare le persone acquista più valore. Un valore reale. Senza il telefonino si era inoltre molto più rispettosi dell’orario. Non esistevano ritardatari, ci si dava appuntamento a tale ora e una volta usciti di casa non esisteva più la possibilità di avvisare o di essere avvisati del ritardo. Tutti erano impegnati a trovarsi in orario.

Un’altra bella invenzione è Facebook, un bel mezzo per mantenere i contatti con le persone vicine o meno. Faccia-Libro è anche un bello strumento per raggiungere persone che mai avresti potuto contattare. Ad esempio a livello pubblicitario noi Sognatori abbiamo recentemente creato un account e nel giro di una settimana la media delle visite è quasi raddoppiata. Insomma, la tecnologia negli ultimi dieci anni ha fatto passi da gigante. Questo post però non ha in realtà l’obiettivo di elogiare le qualità del progresso tecnologico, ormai agli occhi di tutti. Vuole invece sottolineare come in certi casi la tecnologia sia davvero invasiva, ingombrante.

Nelle feste natalizie farei volentieri a meno sia del cellulare che del Pc. Natale. A partire dalla mattina del 24 dicembre fino a Santo Stefano inoltrato il mio cellulare viene relegato negli angoli più sperduti e bui della mia camera. Ma non lo spengo, non vorrei essere assalito dal centinaio di messaggi che riceverei tutti insieme nel caso decidessi di spegnerlo. E proprio di questo voglio parlare: il buon vecchio “Messaggio Multiplo”. Odio con tutto il cuore - e non sto scherzando - chi scrive un messaggio del tipo: “Auguri sentiti, con la speranza che tu passi un Natale gioioso insieme alla tua famiglia e ai tuoi affini. Un abbraccio, Mario Rossi”. Magari Mario Rossi è stato la prima sera compagno di serata in discoteca ed ora si firma con nome e cognome. Oppure Mario Rossi non conosce lontanamente la mia famiglia. Magari io sono solo come un cane e lui si permette di prendermi in giro così! Questo modo di fare gli auguri mi fa salire i nervi. E chiaramente la conseguenza è che non rispondo mai agli auguri. Probabilmente facendo così deludo le attese di quelle persone che tengono davvero ai miei auguri, quelle persone che magari hanno personalizzato il loro messaggio ad hoc - o ad personam, termine che ci piace tanto. Cito un sms che al contrario dei precedenti mi ha fatto molto piacere: “Auguri Andrea, pochi auguri a poche persone, ma sentiti davvero. A te volevo farli. Un abbraccio”.
La personalizzazione è fondamentale. E invece un altro insopportabile augurio standardizzato, di pari livello del Messaggio Multiplo, è il “Taggare” gli amici di Facebook nelle foto di auguri. Odio - e ripropongono il termine dispregiativo per sottolineare la bassezza della cosa - trovare 60 notifiche ogni volta che mi connetto, sapendo che 58 sono “Tags” in foto assurde. Ad esempio foto di bottiglie di spumante che, sparando il tappo, fanno esplodere fuochi d’artificio. Oppure foto di neonati con un cappello da Babbo Natale talmente largo da ricoprirli per intero.
Il messaggio finale del post è che pochi e sentiti auguri sono quelli realmente importanti e apprezzati. La massa di auguri “inutili” sono solo memoria di Pc e di cellulari sprecata. Ah, dimenticavo, in ogni caso auguri davvero. Soprattutto alle vostre famiglie, anche se non le conosco. Andrea Menegazzi.

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